Il piano della Premier League per chiudere la stagione in 6 settimane

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Eventi annullati, competizioni sospese, routine settimanale infranta: sono molteplici gli effetti che la situazione attuale, a livello mondiale, ha avuto sul mondo dello sport. Certamente, non si tratta di una priorità. Ma è impossibile negare che la pandemia di Coronavirus abbia letteralmente paralizzato tutto il mondo dello sport, a qualsiasi livello e in ogni sua declinazione. In queste settimane gli organi competenti delle varie federazioni stanno provando a decidere quale strada imboccare adesso.

Un esempio su tutti può essere rappresentato dal mondo del calcio, che segnava il calendario settimanale – e in molti casi addirittura la quotidianità – di un grandissimo numero di appassionati in ogni paese. Se per quanto riguarda l’Italia sono al vaglio diverse ipotesi per la ripresa o la conclusione anticipata delle competizioni nazionali, così è anche in tutti gli altri paesi. Ma nelle ultime ore è rimbalzata dall’Inghilterra una nuova, e suggestiva idea.

L’ultima idea per concludere la Premier League

La Premier League era stata bloccata dopo, rispetto alla Serie A: in Inghilterra il campionato è fermo da “appena” un paio di settimane. Ma sono state già tante le ipotesi prese in considerazione per farlo ripartire nel minor tempo possibile, di modo da provare a tornare alla normalità – anche se velata – e di poter permettere agli appassionati del pallone ed anche a quelli dei siti scommesse di ritrovare degli appuntamenti fissi. Ecco qual è l’ultimo progetto, di cui ha iniziato a rimbalzare la voce nella giornata di ieri.

L’idea consisterebbe nel trasformare la Premier League in una sorta di Mondiale per Club, o perlomeno con un procedimento di avvicinamento e gestione dell’evento molto simile: le venti squadre partecipanti alla competizione verrebbero isolate completamente, restando in ritiro per sei settimane all’interno di resort specifici e impedendo in questo modo a chiunque – staff tecnico, calciatori e dirigenti – di uscire, se non in occasione delle partite da disputare.

Gli incontri verrebbero disputati a porte chiuse in un numero limitato di stadi, e soprattutto ogni tre giorni. In quest’ottica il torneo potrebbe riprendere quindi, come data indicativa, il 1° giugno e concludersi entro la prima metà di luglio. Sembra essere questa l’ultima proposta delle società inglesi che, così come anche la Federcalcio ed i singoli giocatori, hanno manifestato il desiderio di portare a termine la stagione in corso.

Ad ogni modo non si avranno conferme, smentite o eventuali novità nei giorni imminenti: la Premier infatti tornerà a discutere delle varie ipotesi il 3 aprile, a due settimane dall’ultimo incontro disputato. In questo arco temporale gli organi di riferimento, si valuta, stanno avendo modo di monitorare la situazione e capire se le opzioni proposte sono effettivamente realizzabili oppure no, in base alla situazione e all’evoluzione della pandemia.

I vincoli e la situazione di ripartenza

Per poter realizzare questo progetto, che avrebbe la durata di sei settimane, bisognerà calcolare ogni incastro nei minimi dettagli poiché entro l’11 luglio dovrà essere prevista anche la conclusione della FA CUP (mancano ad oggi ancora sette partite da giocare). Relativamente al campionato invece sono nove gli incontri che quasi tutte le formazioni devono ancora disputare, mentre solo per quattro squadre sono dieci.

Bisognerà poi osservare tutta una serie di vincoli: assolutamente nessuno in campo prima del 30 aprile, e nella maniera più categorica allo stesso modo non ci si potrà prolungare oltre l’11 luglio. Questo per poter lasciare il tempo di riposarsi e prepararsi agli atleti per l’inizio della stagione 2020/2021, previsto ad oggi per l’8 agosto. Da valutare anche la realizzabilità effettiva di questa proposta, poiché le misure restrittive andrebbero giocoforza a coinvolgere anche gli arbitri, gli operatori televisivi, i cameramen e tutta un’altra serie di figure coinvolte nel meccanismo che ruota attorno ad una singola partita.

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