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📢 Milan, che stoccata: Maldini rompe il silenzio e svela i motivi dell’addio…e spunta l’affare De Ketelaere!

Paolo Maldini, intervistato ai microfoni di Repubblica, ha colto l’occasione per fare chiarezza sui motivi del suo addio al Milan. L’ex dirigente rossonero e storico capitano, ha svelato alcuni retroscena anche sul rapporto con Cardinale. Non mancano le frecciatine e alcune rivelazioni a sorpresa.

SU CARDINALE: “L’ho incontrato di sfuggita in occasione di qualche partita di Champions, ma nell’arco di un anno ho avuto solo una chiacchierata su come andasse la gestione sportiva. Mi ha scritto 4 messaggi per i vari passaggi del turno, senza neanche chiamarmi. La prima cosa che mi ha detto, quando ci siamo conosciuti, è stata che dovevamo fidarci l’uno dell’altro, ancora prima di conoscerci di più, perché non avevamo tempo. Io mi sono fidato e sinceramente come è andata è noto a tutti. Io credo che la decisione di licenziare me e Massara fosse stata presa molti mesi prima”.

SULL’ADDIO AL MILAN: “Gerry Cardinale mi ha chiamato per colazione e dopo un commento sull’addio al calcio giocato di Zlatan mi ha detto che voleva cambiare e che io e Ricky Massara eravamo licenziati. Gli ho chiesto perché e lui mi ha parlato di cattivi rapporti con Furlani. Allora io gli ho detto: ti ho mai chiamato per lamentarmi di Furlani? Mai. C’è stata anche una sua battuta sulla semifinale di Champions persa con l’Inter, ma diciamo che le motivazioni mi sono sembrate un tantino deboli. Le cosiddette assumptions, gli obiettivi sportivi ed economici di inizio stagione, erano state clamorosamente superate: si ipotizzava l’eliminazione dalla Champions, la qualificazione per la Champions successiva e il passaggio di un turno in Europa League”.

SU DE KETELAERE: “Dopo avere acquistato circa 35 giocatori ci viene contestato l’ingaggio di De Ketelaere, che peraltro aveva 21 anni, un’età in cui non sempre l’adattamento è immediato. Chi ha giocato a calcio sa che non sempre si è strutturati a quell’età per sostenere un salto così importante come quello fatto da Charles: i ragazzi vanno aspettati, aiutati, coccolati e ripresi, continuamente”.

SUL FUTURO: “Non andrò mai in un’altra società italiana. All’esterno solo in una big. L’Arabia Saudita? Sì, potrebbe essere un’idea”

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