Inchiesta arbitri – Si preannunciano settimane molto intense sul fronte calcio italiano, con l’inchiesta arbitri e la posizione di Gianluca Rocchi e Andrea Gervasoni che sarà valutata dalle autorità competenti.
A fare il punto della situazione ci ha pensato direttamente l’avvocato Mattia Grassani, nel corso di un intervento ai microfoni di DAZN in cui ha fatto il punto della situazione, facendo luce sullo stato attuale delle indagini e sulla posizione dei due ex arbitri.
L’avvocato precisa come, nell’indagine penale, non siano iscritti tesserati di società, dirigenti di società o dipendenti di società, affermando come nel registro degli indagati ci siano solamente Gianluca Rocchi e Andrea Gervasoni, rispettivamente designatore di CAN A e CAN B e designatore VAR CAN A CAN B.
Inchiesta arbitri: cosa rischia l’Inter
Sempre l’avvocato Mattia Grassani, nel corso del suo intervento a DAZN, precisa come le sanzioni nel Codice di Giustizia Sportiva siano pesantissime, qualora dovesse essere accertato il coinvolgimento di un club nella questione. Il Codice di Giustizia Sportiva prevede una squalifica, o inibizione, di minimo 4 anni per i tesserati e €50.000 di ammenda. Per i club, invece si parte da un minimo di tre punti di penalizzazione e, nel caso in cui fosse provato il coinvolgimento dei legali rappresentanti, l’ultimo posto in classifica con la conseguente retrocessione.





