Malagò Abete FIGC – La Serie A ha rotto gli indugi indicando Giovanni Malagò, ma la mossa ha subito innescato la reazione di Giancarlo Abete. Il presidente della Lega Dilettanti, che spinge per avere programmi e non nomi, valuta un passo deciso per uscire da una posizione defilata, dando vita a un confronto che si preannuncia lungo e ricco di tensioni.
Il conto alla rovescia verso il 13 maggio, data limite per ufficializzare le candidature, alimenta incertezze e manovre nell’ombra. I rapporti tra Malagò e Abete restano freddi da anni, fin dai tempi delle dinamiche interne al CONI e dello scontro legato a Raffaele Pagnozzi. Un’intesa appare improbabile, mentre prende forma una vera e propria sfida per il controllo degli equilibri federali.
Intanto si intensifica la ricerca dei voti. Malagò, appoggiato dalla Serie A ma non da Claudio Lotito, tenta di ampliare il consenso puntando anche su figure simboliche come Paolo Maldini per attrarre il mondo dei tesserati. Dall’altra parte Abete, forte del peso della Lega Dilettanti (pesa il 34% dei voti), difende il proprio vantaggio, pur consapevole delle incognite legate a una base elettorale ampia e frammentata. Prosegue il testa a testa trai due che, presto, porterà alla scelta dell’erede di Gravina. Il favorito, per il momento, resta Malagò: ma attenzione ai possibili colpi di scena.





