Intervista David – Jonathan David si racconta nel corso di un’intervista a la Repubblica. L’attaccante della Juventus descrive il proprio momento e la sua avventura intrapresa fin qui con la maglia bianconera.
David non usa mezzi termini e ammette di aver deluso le aspettative iniziali. A detta sua, finora ha pagato un’inevitabile fase di ambientamento nella nuova realtà calcistica. Per confermare ciò svela un dettaglio sulla sua precedente esperienza al Lille.
Poi una dichiarazione d’amore: tra le varie proposte ricevute in estate, David non ha mai avuto dubbi nel scegliere la Juventus. L’attaccante parla anche dello spiacevole episodio legato al rigore sbagliato contro il Lecce. Infine, il canadese svela alcuni dettagli su Zhegrova, fin qui mai visto al top in bianconero, parlando anche dell’imminente concorrenza in attacco di En-Nesyri in vista della seconda metà di stagione. Di seguito uno stralcio delle sue parole.
Intervista David: le sue parole sulla Juventus, sul rigore e su Zhegrova
LA SCELTA SULLA JUVENTUS IN ESTATE – “Non mi sono pentito della scelta che ho fatto e la rifarei, sceglierei sempre la Juventus. Il tempo metterà a posto le cose”.
PRIMI MESI DIFFICILI – “Alla Juve mi sto ambientando: il calcio è molto diverso da quello francese. È come cambiare scuola, devi imparare a conoscere i compagni. Anche a Lille all’inizio faticai: segnai tre goal nei primi sei mesi, più o meno come qui. A fine anno però diventarono 13 e la stagione successiva ne feci più di 20”.
ASPETTATIVE NON RISPETTATE – “Sono cosciente di non aver rispettato le aspettative. Io sono paziente, ma la Juventus non può esserlo perché i risultati non possono aspettare. Sto cercando di accelerare i tempi”.
IL RIGORE CONTRO IL LECCE – “Quel rigore me lo sono lasciato subito alle spalle: non ero dispiaciuto per me ma perché è costato la vittoria. Con il Sassuolo c’è stata quella festa collettiva per il mio goal: è stata istintiva ma non mi ha sorpreso, perché prima della partita Spalletti aveva detto parole forti che avevano unito il gruppo. Ho apprezzato molto quel momento”.
L’ARRIVO DI EN-NESYRI – “Non sono venuto qui per essere intoccabile. La continuità aiuta molto, ma il posto bisogna guadagnarselo con le prestazioni. Non avrei problemi a giocare con un’altra punta, la cosa più importante è conoscersi: è questo il processo che devo ancora completare. Bisogna arrivare al punto in cui sai sempre dove ti arriverà il pallone senza bisogno di pensare e il tuo compagno sa dove servirti senza guardare. Spalletti lavora molto su questo tipo di connessioni, che per diventare perfette hanno bisogno di più di un anno insieme”.
ZHEGROVA – “A Lille avevo questa intesa con Zhegrova, che qui non ha ancora mostrato quello che può fare. Ha avuto tanti problemi fisici: a volte riesce ad allenarsi al meglio e altre no”.





