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Dimarco: “Esultanza per la Bosnia? Riprese poco rispettose! Ecco come è andata, non sono arrogante”

Continua a far discutere il caso con protagonista Dimarco e l’esultanza per il passaggio della Bosnia. Il difensore della Nazionale ora fa chiarezza.

Intervenuto in conferenza stampa da Coverciano, Dimarco ha esordito parlando proprio dell’episodio avvenuto dopo la vittoria contro l’Irlanda del Nord.

Il laterale dell’Inter ha stemperato la tensione, ammettendo che è stata una reazione istintiva, ma che lui e tutta la Nazionale hanno il massimo rispetto della Bosnia. Accuse rivolte alle riprese Rai, a suo modo di vedere “poco rispettose”. In più Dimarco ha aggiunto di aver anche sentito Dzeko, suo amico ed ex compagno in nerazzurro. Di seguito tutte le sue parole.

Dimarco e l’esultanza sulla Bosnia: le sue parole in conferenza

“Sono qui visto che dopo la gara contro l’Irlanda del Nord sono stato protagonista di un episodio. Rispetto ogni club e qualsiasi Nazionale, è stata una reazione istintiva. Stavamo semplicemente vedendo dei rigori coi miei compagni, nella Bosnia c’è anche Dzeko con cui ho giocato due anni e gli ho anche scritto, sono felice di vederlo in finale e lui mi ha risposto. lo non ho mancato di rispetto né alla Bosnia né ai bosniaci. Mi è stato dato dell’arrogante, ma con che diritto visto che manchiamo dal Mondiale dal 2014? Come potrei essere arrogante? Detto ciò, credo sia stato poco rispettoso esser ripreso in un contesto dove c’erano anche amici, famigliari e bambini“.

Ecco poi il resto della conferenza di Dimarco:

Con che spirito andate in Bosnia? “Ci aspettiamo un ambiente caldo e una squadra che ha la nostra stessa voglia di qualificarsi al Mondiale. Leggerezza o consapevolezza? Ci vuole un po’ tutto, manchiamo da tanto ai Mondiali. Vogliamo assolutamente ottenere la qualificazione perché ce lo meritiamo, questo è un gruppo che si diverte. Che sta bene insieme. Dobbiamo prendercelo. Dobbiamo essere forti mentalmente, conosciamo l’ambiente ma se resteremo nella partita per tutti i 95 minuti credo alla fine porteremo a casa il risultato. Più testa o più gambe? Alla fine la testa comanda le gambe, sappiamo che ci attende una sfida contro una squadra forte. Affrontiamo una squadra con diversi giocatori del nostro campionato, bisognerà essere bravi sotto tutti i punti di vista. Loro attaccheranno forte e noi dovremo rispondere”.

Sfiderai Dedic nel tuo ruolo, che duello sarà? “L’ho affrontato anche in Champions quando giocava al Salisburgo, alla fine i giocatori forti si difendono di squadra”.

I primi tempi sono sempre più complicati dei secondi, come mai? Che differenza c’è tra Bosnia e Irlanda del Nord? “Non lo so, sono due nazionali forti che ti possono mettere in difficoltà in maniera totalmente diversa. La Bosnia ha giocatori più esperti e talenti che stanno facendo bene, poi questo lo prepareremo col mister per provare a limitarli maggiormente. Sulla differenza tra primo e secondo tempo non so darti una spiegazione, ogni partita è una gara a sé”.

Come stai? Come sta Pio Esposito? “Sto facendo una bella stagione, ma come ho detto sempre i risultati personali mi interessano poco. Importanti sono i risultati di squadra, altrimenti sono numeri fini a sé stessi. Pio se è in questo gruppo è perché lo merita, poi è il mister a dover decidere se giocherà o meno”.

Puoi raccontarci qualcosa in più sul tuo rapporto con Dzeko? “È una grandissima persona, per farlo contento devi fargli gli assist. L’ho incontrato anche questa estate in vacanza, è una persona che conosco bene”.

Che consigli stai dando a Pio Esposito in questo momento in cui è sotto le luci della ribalta? “Pio è un ragazzo davvero speciale, anche per la sua età è già avanti con la testa. Fai fatica davvero ad arrabbiarti con lui, ci mette sempre il 100% in partita e allenamento. Questo dimostra la sua crescita in questi 6-7 mesi. Ci sono pochi consigli da dargli, anche perché è inutile mettergli addosso ulteriore pressione”.

Voi interisti vi siete confrontati anche sulla vostra condizione fisica? “Nella stagione non si può essere sempre al 100%, l’importante è dare sempre il massimo. Se vai in campo e dai il 100% poi non hai nulla da recriminarti e alla fine puoi essere contento”.

Quale qualità migliore dell’Italia è emersa dalla vittoria con l’Irlanda del Nord? “La forza mentale. Dopo un primo tempo un po’ contratto e l’occasione sbagliata da Retegui non ci siamo scoraggiati. Puoi iniziare a vedere i fantasmi e invece siamo rimasti li, l’abbiamo sbloccata e poi chiusa con Moise. Siamo rimasti sul pezzo per tutti i 90 minuti”.

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