Italia, Mancini: “Possiamo aprire un ciclo. Kean? Può diventare straordinario. Belotti? Lo chiamerò”

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Intervista de La Stampa al commissario tecnico dell’Italia che ha tracciato un primo bilancio dopo un anno alla guida degli Azzurri. Queste le dichiarazioni di Mancini poco prima gli impegni delle qualificazioni agli Europei 2020 contro Grecia e Bosnia: “La cosa più faticosa è stare mesi senza poter allenare, mi vengono delle idee e non posso applicarle. Speriamo di essere ripagati agli Europei. Ci sono squadre più avanti di noi. La Francia su tutte, ma nessuno ha un fenomeno. Per cui se facciamo un buon lavoro, se giochiamo un calcio offensivo che diverta e che gratifichi, ecco che allora i risultati arriveranno. Noi siamo l’Italia, possiamo fare come la Francia o la Spagna e aprire un ciclo”.

Continua Mancini sui giocatori che comporranno l’Italia del futuro: “A chi bisogna fare attenzione in prospettiva? A Kean, ha solo 19 anni, dipende da lui ma può diventare un attaccante straordinario. Poi Tonali, Barella, Mancini, Zaniolo. Belotti e Balotelli? Per Mario in prospettiva le porte sono aperte. Belotti lo chiamerò. Noi facciamo un certo tipo di gioco e abbiamo bisogno di un certo tipo di giocatori. Lui ha altre qualità, ma se fa gol…”.

Infine Mancini racconta un aneddoto curioso su un giocatore a Coverciano: “Per loro ogni convocazione è una festa, non solo per i più giovani. Prendete Izzo, per esempio. E’ forte, ha fatto un gran campionato e mi ha colpito l’atteggiamento nel primo giorno in azzurro. Sembrava fosse a Disneyland”.

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