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Bosnia-Italia, Gattuso: “Si vive per notti così! Dimarco? Siamo stati stupidi. Esposito o Retegui, vi spiego. Dzeko grande uomo, il campo…”

Conferenza Gattuso Bosnia Italia – Ultimi preparativi per la Nazionale in vista dell’appuntamento decisivo con la finale dei playoff. Gli Azzurri sono arrivati in Bosnia da poche ore in vista del match contro Dzeko e compagni.

Proprio da Zenica si è presentato in conferenza stampa il CT Gennaro Gattuso. Il tecnico della Nazionale ha parlato delle sensazioni in generale e di ciò che servirà per raggiungere un obiettivo atteso da oltre dodici anni.

Insieme a lui in conferenza anche il capitano Donnarumma, che ha altrettanto risposto alle domande dei giornalisti. Il portiere del Manchester City ha caricato l’ambiente, affermando che la squadra è pronta per scendere in campo. Di seguito tutte le loro parole.

Conferenza Gattuso Bosnia Italia: le parole del CT

Così Gattuso ai microfoni di Sky Sport: “Chi gioca a calcio vive di notti così. La tensione comincia a salire: non c’è cosa più bella, se non ti piace devi smettere. Ci giochiamo tanto, lo sappiamo: siamo fuori da due Mondiali, ma bisogna essere bravi a buttare in campo tutte le energie. In questi mesi il gruppo è migliorato tanto, se siamo meno belli non è un problema. La nostra storia dice questo: con mentalità e voglia di saper soffrire abbiamo raggiunto gli obiettivi. Le differenze tra la partita con l’Irlanda del Nord e quella con la Bosnia? Parlando con Buffon e Bonucci sapevamo che avremmo potuto avere difficoltà contro l’Irlanda del Nord. Menomale avercela fatta. Domani sarà una partita difficile, con due esterni velocissimi e due attaccanti che puntano molto bene. Loro sono una squadra vera, che sa quello che vuole. Le parole di Dzeko ti hanno fatto piacere? Nella vita posso aver fatto tanti errori, ma umanamente sbaglio sempre poco quando si parla di calcio. L’anno scorso siamo stati a parlare un bel po’ con Dzeko quando ero all’Hajduk, volevo portarlo con me. Non è un caso che a 40 anni ancora la butta dentro e le sue parole non erano scontate. Lui è un grande campione e un grande uomo, non ne sono sorpreso. in questi anni è nata con lui un’amicizia importante. Complimenti a lui come uomo. Messaggio agli italiani? Domani sta a noi dare a tutti una gioia, speriamo che arrivi”.

Così Donnarumma a Sky Sport: “Siamo esseri umani, inutile dire di come questa partita sia sentita anche da noi, abbiamo voglia di far bene e andare al Mondiale, c’è la tensione giusta, siamo pronti e carichi al punto giusto. Dobbiamo pensare a noi e a quello che sappiamo fare, il resto va in secondo piano. Siamo un gruppo giovane, normale ci sia un po’ di nervosismo o di adrenalina, fa parte del gioco. Quella di domani è una partita da approcciare nel migliore dei modi, senza ripetere gli errori del primo tempo con l’Irlanda del Nord. La squadra si è preparata per fare una grande partita. Il mio percorso in Nazionale? Sono orgoglioso di quanto fatto finora con la Nazionale. Ho passato gioie e dolori, ho perso due Mondiali e c’è voglia di riportare l’Italia dove merita”.

Gattuso e Donnarumma proseguono poi in conferenza stampa:

Come ti senti? Le sensazioni? “Le stesse di Bergamo, è cambiato poco. C’è la consapevolezza che domani ci giochiamo tanto, lo sappiamo bene tutti. Affrontiamo una squadra forte, con giocatori di qualità, veramente forti fisicamente. Ci vorrà una grandissima Italia per coronare il sogno di tornare al Mondiale”.

Un motivo ai tifosi per essere ottimisti? Donnarumma: “Sappiamo quello che ci giochiamo, non rappresentiamo solo noi ma tutti gli italiani. Abbiamo il dovere di dare il massimo, sarà una partita difficile, da affrontare con la serenità giusta ed essere duri. loro andranno a cento all’ora e non non dovremo essere da meno. Abbiamo anche noi grande individualità: la squadra è pronta. I nostri tifosi, anche da casa, saranno con noi e spingeranno al massimo”. Gattuso: “Nella storia della Nazionale a volte siamo diventati campioni senza essere più forti. Con orgoglio e sofferenza abbiamo raggiunto obiettivi importanti nella nostra storia. Domani servirà proprio questo”.

C’è un modo per lasciar fuori la paura? “Quando fai calciatore e allenatore le partite sono difficili, soprattutto quando sai che non puoi sbagliare. I calciatori vanno in campo e gliel’ho detto: tatticamente qualcosa l’altra sera abbiamo sbagliato, un po’ di problematiche tattiche le abbiamo pagate. Per il resto secondo me siamo stati molto bravi. Quando sono arrivato sette mesi fa non eravamo questi, soffrivamo gli avversari, prendevamo molti gol. La squadra è migliorata. Ci sta che la squadra contro l’Irlanda del Nord sia stata meno brillante nel primo tempo, va bene. In questo momento preferisco essere meno belli e più concreti”.

Come avete trovato il campo di Zenica? “Non dobbiamo pensare al campo, il campo è un alibi. Se è brutto per noi è brutto anche per loro. Noi dobbiamo pensare solo a giocare, il resto è da deboli. Il campo l’ho visto, può andar bene. Io l’anno scorso ho allenato qui vicino, i campi brutti erano quelli dove giocavo con l’Hajduk, questo può andar bene. Ma anche se fosse brutto possiamo farci poco, noi dobbiamo giocare e pensare ai nostri avversari”.

Il CT Bosniaco ha parlato di ‘pullman’: che Bosnia ti aspetti? Saranno più carichi dopo l’episodio di Dimarco? “Barbarez è un grande giocatore di poker, lo ricordo quando giocava da attaccante tra Amburgo e Leverkusen. Gli piace il poker ed è un allenatore preparato. Entra nell’anima dei giocatori, si fa voler bene dai suoi giocatori. Anche con la maglia della Nazionale da calciatore ha fatto circa 45 presenze e 17 gol. Non mi voglio neanche allacciare alla storia dell’esultanza di Dimarco, non serve fare polemica. Siamo stati stupidi noi a farci del male da soli. Abbiamo sempre saputo che la Bosnia è una squadra fisica, di qualità, sa soffrire e sa giocare. I due attaccanti quando vanno sulle fasce e sui cross si muovono molto bene. Da parte nostra c’è grande rispetto, è una squadra che può metterti sempre in grande difficoltà”.

Cosa succederebbe al calcio italiano in caso di mancata qualificazione ai Mondiali? “Non è il momento per parlare di questo e non sarei neanche la persona adatta per parlare. Posso parlare di me: sarebbe una delusione, una mazzata importante e dovrei assumermi le mie responsabilità perché sono il CT. La testa ancora non ce la siamo spaccata, poi eventualmente ci penseremo. Pensiamo alla partita di domani, dobbiamo usare le energie per questo. Dopo nel bene e nel male ci metterò la faccia come ho sempre fatto”.

Sei stato un anno all’Hajduk: puoi riuscire a capire meglio la mentalità balcanica? “Io sono stato bene all’Hajduk, quello che vedo nella nazionale bosniaca è un mix. Di giocatori forti fisicamente. Ho fatto giocare tantissimi giovani, non hanno paura, sono sfacciati. Hanno grande forza fisica, mi aspetto questo. Perché ha queste caratteristiche qui”.

Il suo rapporto con Dzeko e le sue parole dopo la polemica su Dimarco? “Ho una buona amicizia da qualche anno, la stagione scorsa quando ero all’Hajduk poteva venire a giocare qui. I primi anni che ci parlavo avevo percepito lo spessore dell’uomo, come calciatore lo conoscete tutti. Come uomo non mi sorprendono le parole, ha grandissimi valori. Penso che stamattina non si sia smentito. Complimenti a lui per quello che ha fatto e sta facendo. Ma anche per lo spessore dell’uomo. Loro sono qui, si giocano la loro partita, nel loro stadio. Ripeto: quello che è successo non mi è piaciuto per questo motivo. Non è capitato niente, Dimarco era là con i suoi famigliari, tranquillo, è successo quel che è successo. Il rispetto che abbiamo nei confronti della Bosnia è enorme, per quello che dimostrano in campo. Poi i tifosi… Non hanno mai fatto gol, non mi è capitato”.

La scelta di puntare su Locatelli? Come lo ha visto? “Ha fatto una buona prestazione, la mia scelta era tecnico-tattica. La squadra ce l’ho in testa, ci sono cinque cambi che sono fondamentali. Vediamo domani, ho marcato quello che abbiamo fatto male, ma la sua gara è stata buona”.

La Bosnia è una squadra molto fisica: chi sceglierà tra Pio Esposito e Retegui? “Vediamo domani, non voglio fare favori agli avversari. Ho parlato di una squadra dotata anche di tecnica, loro hanno anche questo oltre al fatto di essere forti e anche fisici. Speriamo di fare meno danni possibili”.

I miglioramenti della squadra? “Siamo un gruppo unito, vedo questi ragazzi dal primo giorno. All’inizio abbiamo preso gol assurdi, eravamo fragili, facevamo fatica a tenere il campo. Con Israele, alla prima difficoltà, abbiamo rischiato di buttare una partita finita. Questo è un aspetto e siamo migliorati. Oggi è venuto Di Lorenzo che si sta curando da un doppio infortunio, una fascite plantare e un problema al ginocchio. Tantissimi altri giocatori a Bergamo: Zaccagni doveva fare la risonanza oggi e ha priorità il club giustamente. È fondamentale vedere questo attaccamento. Dicevano non ci fosse amor proprio, che a nessuno importava. Io lo vedo e mi auguro di cuore, ma non a livello personale bensì per questi ragazzi, di raggiungere questo obiettivo qui. Per come la vivono. Sono orgoglioso, sono contento, anche se le cose andranno male. Spero di no, mi tocco”.

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