Ventola a FantaMasterTV: “Bari, Inter e quello Scudetto perso. E su Bobo Vieri…”

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Intervista Ventola: l’ex attaccante tra le altre di Bari e Inter si racconta a FantaMasterTV, il format che ormai da un paio di settimane vi sta tenendo compagnia sulla nostra pagina Instagram.

Tra aneddoti, racconti divertenti e le incursioni in diretta di Davide Bombardini, questi sono in punti principali toccati durante l’intervista a Ventola.

EMERGENZA CORONAVIRUS – “Sono a Milano da solo e mio figlio è in Svizzera dai nonni. Mi sto arrangiando qui a casa. Guardo tante serie tv, oppure Instagram, play-station e film. Il modo di comunicare con la famiglia si trova, quando ti trovi in queste situazioni gli affetti e gli amici ti fanno stare bene”.

BOBO VIERI – “Sono due anni che ho Instagram, Bobo ce l’ha da tantissimo. Sono arrivato più tardi, ma mio figlio mi ha aiutato. Con Bobone ci divertiamo. Anche in campo Bobo mi chiamava “Ventola la la”, era il coro dei tifosi dell’Inter ma lui rompeva le scatole anche mentre giocavamo. Era divertente. Comunque questa cosa non è normale. Una volta mi ha rotto il naso mentre esultavamo per un gol di Conceicao. Quando giocavo con Kallon ero più libero di fare la prima punta, quando giocavo con Bobo facevo il centrocampista aggiunto e davo una mano, ma lui mi rompeva le scatole perchè voleva sostegno in attacco”.

COMMENTATORE TV – “Ho fatto il commentatore a Dubai per quattro anni, esperienza fantastica. Ho girato tantissimi stadi d’Europa e ho visitato anche le città, preferisco parlare di calcio piuttosto che fare l’allenatore o il direttore sportivo. Poi la mia tv ha perso i diritti e allora questa avventura si è interrotta. L’arabo? E’ peggio del barese”.

ESORDIO IN SERIE A – “Avevo solo 16 anni, nel 1994. Sono entrato gli ultimi minuti di un Fiorentina-Bari, l’unica palla che ho toccato ho preso un calcione da Marcio Santos, campione del Mondo con il Brasile nel 1994. Quando sono tornato nel mio paese, mi vantavo con tutti di aver preso un calcio da Marcio Santos. Più che l’esordio, mi interessava questa cosa”.

ESORDIO ALL’INTER – “A 20 anni sono entrato dalla panchina, entriamo io e Pirlo al posto di Baggio e Zamorano. Io conoscevo solo Bari, ero tifoso del Bari e avevo un po’ paura di questo nuovo mondo sconosciuto. Ho fatto doppietta alla prima partita e mi sono innamorato di quell’ambiente, sono diventato interista dentro”.

INFORTUNI – “Purtroppo sono stato frenato da 9 interventi alle ginocchia, uno con i miei infortuni deve solo ritenersi fortunato per la carriera che ha fatto. Da giovane ero velocissimo, poi le operazioni mi hanno fatto perdere un po’ di spunto a livello fisico e sono diventato un calciatore normale. Forse, con le tecnologie di oggi, avrei evitato qualche intervento”.

EX COMPAGNI ALLENATORI – “Roberto Stellone non mi sarei mai immaginato che avrebbe fatto l’allenatore, nell’allenamento era svogliato, sempre con la voglia di scherzare. Invece è diventato un allenatore fantastico, con tutti gli errori che ha fatto da calciatore è diventato un sergente. Ha capito e ha fatto benissimo con il Frosinone, è molto bravo e competente”.

BARI – “Le emozioni più belle della mia vita calcistica sono a Bari. Quello era il sogno di diventare protagonista della squadra che andavo a vedere da bambino con papà. Mi sentivo importante e amato. Sapevo l’importanza dei derby e a Lecce ho segnato un gol e mi sono procurato un rigore. Nel 1998 non me ne volevo andare, per me esisteva solo Bari. I soldi sono importanti, ma all’epoca non me ne fregava niente di andare a guadagnare di più all’Inter. Ho avuto parecchie discussioni con Matarrese perchè non volevo andare”.

EUROPEO UNDER 21 – “Eravamo una squadra incredibile, allenati da Tardelli. La vittoria decisiva è stata contro la Francia, c’erano Henry, Trezeguet, Sagnol. Una squadra fortissima, ma riuscimmo a passare grazie a una rete mia e a una punizione di Pirlo al golden goal. In finale, contro la Repubblica Ceca sono entrato in campo con il menisco rotto”.

NAZIONALE – “Ho fatto tutta la trafila delle Nazionali giovanili, il rammarico è quello di non aver mai esordito nella Nazionale maggiore. Ho avuto diversi infortuni e poi ai miei tempi era dura, c’erano attaccanti da paura. Quando sono stato convocato, quelli che mi sorpresero più di tutti furono Panucci e Chiesa. Enrico era fortissimo, era veramente complicato trovare spazio”.

COMPAGNI DI SQUADRA – “Zanetti, Materazzi, Seedorf, Pirlo, Vieri, Baggio, Djorkaeff, Chiesa, Signori, Zambrotta: tra Inter, Bari, Bologna e Siena ho giocato con giocatori di questo livello. Con Recoba siamo stati insieme all’Inter e al Torino. Il Chino mi massacrava alla play station, mi faceva annusare la vittoria e poi mi batteva sempre. Alvaro canta bene, ieri ci siamo sentiti e mi cantava “Dove e quando” di Benji e Fede”.

GRUPPO DI AMICI – “Bombardini che parla in barese? E’ l’influenza mia e quella di Cassano a Roma. Lui è bravo a Foot Volley, Bobo fa un po’ più di fatica. Pucci? Lo conosco da 30 anni, si capiva subito che aveva la capacità innata di far ridere le altre persone”.

MAGLIETTE DEL PASSATO – “Fui sorpreso a 17 anni di scambiare la maglia con Roberto Carlos, ero un ragazzino ma non fece nessun problema. Prima di andare all’Inter mi sono fatto dare la maglia di Ronaldo, tramite il mio procuratore Giovanni Branchini. Grande emozione”.

RIMPIANTI – “Il rimpianto più grande è sicuramente lo Scudetto del 2002, tutta la prima parte del campionato ho giocato con Kallon e quella vittoria la sentivo mia. E poi mi manca l’esordio in Nazionale, ci sono andato vicino”.

BOMBARDINI – “Bombardini ha ottenuto molto meno di quello che poteva fare. Io per colpa degli infortuni, lui per colpa della testa. Era un bel giocatore, poteva fare molto di più ma la testa…”.

VENTOLA PORTIERE – “Torino-Lazio 1-3 del 27 novembre 2008, stavamo recuperando ed eravamo quattro attaccanti in campo. Viene espulso il portiere e chi ci va in porta? Io. Ho preso gol da Zarate, un disastro. Lì ho capito quanto è difficile il ruolo del portiere, quando mi è arrivato il retropassaggio del difensore sembravo un cretino. Hai una responsabilità diversa”.

 

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