UEFA, Ceferin: “Tre piani per il calcio! Date ripresa, porte chiuse e tagli stipendi: vi dico tutto”

Fonte: Wikimedia Commons

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Aleksander Ceferin, presidente dell’Uefa, ha voluto parlare di una possibile rivoluzione del calcio europeo al termine della pandemia Covid-19. Di seguito la sua intervista ai microfoni di “La Repubblica”:

“In questo momento drammatico la cosa più importante è la salute, uscire da questa crisi. Certo, il calcio interrotto simboleggia che l’Europa e il mondo si sono fermati. Sacrificare l’Europeo ha mostrato che ogni emergenza è la nostra emergenza e che ogni club è il nostro club. La videoconferenza con Eca, Leghe, Fifpro e poi con le federazioni è stata una fantastica dimostrazione di unità e solidarietà. Questa situazione terribile rivela chi le possiede e chi no: il calcio europeo è unitissimo”.

Ceferin Coronavirus: l’intervista completa al presidente della UEFA

PIANO – “Abbiamo il piano A, B o C: siamo in contatto con le leghe, con i club, c’è un gruppo di lavoro. Dobbiamo aspettare, come ogni altro settore. La videoconferenza era di tutti i soggetti del calcio europeo, la Fifa non era coinvolta. Con Gianni Infantino ho parlato prima e dopo, siamo solidali. La comunicazione è continua. È molto importante dimenticare interessi personali e disaccordi”.

DATE RIPRESA – “Non sapendo quando finirà la pandemia, non possiamo avere un piano definitivo. Per ora ne abbiamo diversi. Non si può paragonare il sacrificio di Euro 2020, principale introito per 50 federazioni su 55, con quello del Mondiale per club, che ancora non esiste. Ma era la decisione giusta. Opzioni? Ricominciare a metà maggio, a giugno o anche alla fine di giugno.Poi, se non ci riusciamo, probabilmente la stagione è persa.
C’è anche la proposta di finire questa stagione all’inizio della prossima, che comincerebbe un po’ più tardi. Vedremo la migliore soluzione per leghe e club”.

PRIORITA’ –  “Se i club iniziano a giocare, anche noi possiamo finire le coppe. Si possono sfruttare le stesse date. Esempio: martedì Milan-Inter e anche, che so, Barcellona-Juventus. Lo stesso giorno: è una situazione speciale e unica. Contratti e mercato? Sui contratti tra giocatori e club non abbiamo giurisdizione. Se la stagione ricominciasse, servirebbe un compromesso: che i contratti scadano più avanti e che il periodo per i trasferimenti slitti”.

EUROPEO – “Io penso che partirà l’11 giugno 2021. Se necessario, i club dovranno adeguare il numero di partite, ma è troppo presto per dire qualcosa”.

PORTE CHIUSE – “Mi è difficile immaginare tutte le gare a porte chiuse, ma ora non sappiamo se riprenderemo, col pubblico o senza. Se non ci fosse alternativa, sarebbe meglio finire comunque i campionati. Posso dire che non penso alle finali delle coppe europee a porte chiuse”.

VISITI DI IDONEITA’ – “Non sono un esperto. Se non ti muovi per due o tre settimane, hai un problema, anche se sei un atleta professionista. Il calcio ad alto livello è intenso, duro, si gioca due o tre volte la settimana. Ma la sfida ora è la pandemia”.

ATALANTA-VALENCIA – “Quando c’è stata Valencia-Atalanta, si giocava ancora dappertutto in Europa. Era a porte chiuse e sui tifosi radunati davanti allo stadio la giurisdizione era delle autorità spagnole. Ho sentito anche una critica idiota per l’andata a Milano. Il 19 febbraio nessuno sapeva che la Lombardia sarebbe stata il centro dell’epidemia. Chi eravamo per dire non si gioca? Ci sono autorità preposte”.

TAGLI STIPENDI – “I contratti sono tra giocatori e club. Ma di questa crisi tutti soffriremo le conseguenze. Non c’è spazio per gli egoismi: vedremo quanta solidarietà c’è. Molti giocatori sono d’accordo. Contratti prorogati? Se non si può giocare per un mese, i club perdono i giocatori? Non ne sono sicuro. Naturalmente poi dovrebbe essere prolungato anche il mercato. Non puoi dire: giochi con noi fino a fine agosto, però poi non puoi trasferirti perché è chiuso. FFP? La crisi coinvolge anche i club: abbiamo già posticipato alcuni requisiti da fine marzo a fine aprile. Dipende da come si evolverà la situazione. Nulla sarà più lo stesso, dopo questo anno terribile, nel mondo intero. Sul Ffp ci sono più opzioni aperte”.

“Mi aspetto che il calcio porti energia positiva, speranza. Il mondo ne ha bisogno. È una scuola di vita. Rende felici le persone. Quando vedranno che si gioca di nuovo, con gli spettatori, sentiranno di vivere di nuovo la loro vita. Spero che nessuno dimentichi che cosa è successo: non solo nel calcio, ma nel mondo. È una lezione: in futuro dovremo comportarci diversamente”.

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