Danimarca, Schmeichel su Eriksen: “La moglie lo credeva morto. La Uefa ci ha minacciato”

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Kasper Schmeichel torna a parlare a 48 ore dalla giornata per lui più difficile nella carriera. L’esperto portiere del Leicester e della Nazionale danese è stato uno dei più colpiti dall’episodio che ha visto come protagonista Christian Eriksen.

Il fantasista della compagine scandinava e dell’Inter ha perso conoscenza per qualche secondo dopo una rovinosa caduta sul terreno di gioco di Copenhaghen. L’immediato intervento dei sanitari e il gesto da eroe di Simon Kjaer hanno evitato il peggio.

Poi il trasporto in ospedale, il monitoraggio delle condizioni del giocatore che era già sveglio al momento in cui è stato trasportato fuori dal terreno di gioco. A parlare di tutto è stato Peter Schmeichel, padre dell’estremo difensore danese

Schmeichel su Eriksen, minaccia di sconfitta a tavolino

Schmeichel ha parlato in primis della situazione della moglie di Eriksen, che è scesa in campo per capire le condizioni del marito: “Ho parlato con mio figlio Kasper ieri sera: lui è subito corso da lei. Lei credeva che fosse morto, ma lui le ha detto che Christian stava respirando“.

Poi il leggendario ex portiere del Manchester United ha raccontato un retroscena poco edificante nei confronti dell’Uefa:  “Hanno detto che i giocatori hanno insistito per giocare. So che non è la verità. O è così che vedi la verità. Sono rimasti con tre opzioni: una era quella di giocare subito gli ultimi 50 minuti. L’altra era giocare il giorno dopo e concludere il match. E la terza opzione era quella di rinunciare alla partita e perdere 3-0…“.

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