Sampdoria, la proposta di Ranieri: “Ripresa Serie A? Ecco cosa farei!”

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Claudio Ranieri, allenatore della Sampdoria, intervistato a Radio Anch’io lo Sport su Radio 1, ha detto la sua sull’eventuale ripresa del campionato, fossilizzandosi anche su un caso specifico di positività all’interno della sua squadra:

“Credo che dopo un mese e più di inattività sarà sempre un campionato falsato, perché non c’è stata la regolarità consueta. Poi penso che sia giusto che le squadre si giochino sul campo i titoli e la salvezza, ma comunque sarebbe per me un campionato falsato”.

Io ho avuto un giocatore dichiarato prima positivo, poi è risultato negativo e poi è stato dichiarato di nuovo positivo dopo che aveva ricominciato l’allenamento. Peraltro ho letto che questo male può attaccare anche un apparato importante come il cuore.

Non sta a me decidere se riprendere il campionato oppure no, ma spetta alla Federazione italiana medico-sportiva: ci devono dire loro cosa possiamo e non possiamo fare, quante volte farlo e devono dare soprattutto la sicurezza ai giocatori”.

In conclusione: “Non lo so se la ripresa del campionato sarà possibile o no, ma una cosa è certa: i giocatori sono come macchine di Formula 1, vanno spinti al massimo. Sarà possibile farlo in questa situazione? Auspico che la Federazione medico-sportiva abbia l’ultima parola. Io dico che va concluso questo campionato, ma ci dicano i medici se e come farlo.

La proposta di Ranieri: l’allenatore della Samp condivide il pensiero di Galliani

“Con il Mondiale che si giocherà in inverno giocando nell’anno solare come proposto da Galliani avremmo più mesi per riprendere e sperare che nel frattempo questo virus si sia indebolito o che ci siano nuove cure. Quando Galliani parla lo fa sempre da grande dirigente, non mi sembra sbagliata come idea.

Qualora riprendessimo, propongo cinque cambi a partita. Perché porteremmo a uno stress massimo tutti i giocatori, soprattutto quelli colpiti. Ho letto che in Inghilterra si vuole fare così e mi sembra un’idea molto gusta”.

Sul taglio degli stipendi: L’Aic e l’Aiac credo non dovrebbero stare da fuori ma avere il diritto di lottare per tutta la categoria. I miei giocatori si sono presi il virus lavorando, ora si stanno allenando. Per chi si fa male sul lavoro cosa succede?”.

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