Spal, Petagna: “Piansi quando il Milan prese Matri. Vieri? E’ uno dei miei primi critici””

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Andrea Petagna è la vera sorpresa di questo campionato con 16 gol in 37 partite. Domenica c’è il suo passato: il Milan. Queste le dichiarazione rilasciate dal bomber della Spal, in’intervista esclusiva a DAZN: “Il Milan per me è una famiglia, è la squadra in cui sono cresciuto. Sono arrivato a Milano che avevo 13 anni, sono stato di proprietà del Milan per almeno 6 anni. Se il Milan mi ha fatto piangere? Si, una volta. Ero in prima squadra con mister Allegri e dovevo compiere 18 anni. Ero in ritiro con la prima squadra , c’era anche Galliani che in quegli anni era per me un secondo padre. Mi aveva promesso che quell’anno lì sarei rimasto in prima squadra. Poi l’ultimo giorno di mercato hanno comprato Matri. Quindi pur di non tornare a giocare nella Primavera, decisi di andare alla Sampdoria. E come un bambino a cui viene tolto un sogno mi misi a piangere“.

Poco prolifico nelle scorse annate, ma questa stagione ha conquistato l’etichetta di bomber. E nella sua crescita, molto lo deve al suo grande amico Bobo Vieri:“Forse mi mancava un po’ di convinzione, calciavo poco. Adesso gioco un po’ più vicino alla porta, ho più occasioni. Sono contento anche perché fare tutti questi goal alla SPAL non è facile, non è come giocare in una squadra più grande. Ho trovato un’ambiente ottimo, un bravissimo allenatore che ringrazio perché mi ha dato fiducia in tutte le partite e la cosa mi ha dato forza. Bobo è uno dei miei primi critici, quando non faccio bene è il primo a mandarmi un messaggio e a dirmi cosa devo migliorare. E’ stato un campione, penso il più forte attaccante italiano di tutti i tempi. Mi fa piacere vedere che tiene a me e mi darà altri consigli come solo lui sa fare”.

Qualche considerazione anche sulla Nazionale e l’amicizia con il Papu Gomez:“La Nazionale è il sogno di ogni ragazzino, farò di tutto per cercare di guadagnarmi la convocazione. E’ l’obiettivo di ogni calciatore. Papu è stato un fratello per me. La nostra è un’amicizia nata in campo più che fuori, perché ci siamo fin da subito trovati bene. Sono legato alla sua famiglia, a sua moglie, ai suoi bambini e spero che questa amicizia duri nel tempo”.

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