Mourinho si racconta: “Basta con la Premier League! L’Inter…”

fonte: Wikimedia Commons

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Mourinho sul futuro: in una lunga intervista su Dazn, Josè Mourinho si è raccontato riprendendo la sua recente esperienza con il Manchester United e ricordando quella con l’Inter, dove conquistò il Triplete nel 2010. Lo Special One vive in pianta stabile a Londra ma la Premier League non sembra rientrare più nei suoi piani: “Sono tornato a Londra, adesso per me è la base di partenza. Penso che la prossima tappa non sarà nella Premier League. I trofei sono la mia garanzia di successo, anche contro quelli che fanno tutto il possibile per dimenticare, ma non è possibile. L’ultimo trofeo è stato l’Europa League un anno e mezzo fa, qualcuno pensa che è stato 20 anni fa. L’ultima finale che ho giocato è stata otto mesi fa, la finale della Coppa inglese. In questo momento mi sto preparando per il futuro”.

Le dichiarazioni chiariscono Mourinho sul futuro lavorativo, ma non manca un pensiero riguardo al suo periodo nerazzurro riprendendo i ricordi più belli e il calore del popolo interista anche lontano da Milano: “A Milano ho trovato una famiglia incredibile, che mi ha fatto essere felice ogni giorno ad Appiano. E la connessione con i tifosi è stato il risultato dei risultati, perchè quando si vince siamo tutti in luna di miele ed è stata creata questa empatia che rimane. A Londra vengo fermato per strada da interisti che mi abbracciano e mi baciano. Credo che per me l’Italia è stato un habitat naturale, quando sono in Inghilterra invece sono un po’ diverso rispetto a quello che sono io come natura. In Italia si vive il calcio 24 ore su 24, ogni persona sa di calcio più dell’allenatore, è un qualcosa di molto latino”. 

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Mourinho sul futuro in Premier, i ricordi all’Inter

L’esperienza italiana è stata indimenticabile per l’allenatore portoghese e il rapporto con i giocatori dell’Inter è ancora forte, specialmente su Whatsapp: “Sono attivo nella chat del Triplete perchè non sto lavorando e ho tempo. Ripeto, Inter è famiglia. In questo momento qualcuno non fa niente come me, qualcuno è allenatore, qualcuno è sempre in vacanza, ma è sempre lì come se fossimo stati sempre insieme e come se tutto non fosse accaduto quasi nove anni fa. Credo che non è possibile fare qualcosa di speciale solo perchè l’allenatore ha qualcosa di speciale. Oltre la qualità dei professionisti c’era un gruppo umano ed una famiglia speciale all’Inter. Ho aiutato tanti di loro dal punto di vista individuale per arrivare al punto più alto della loro carriera, ma loro sono riusciti con me a fare altrettanto”.

Con i calciatori dell’Inter si sente costantemente mentre altri lo eviterebbero volentieri per via del suo carattere. Quale parola viene utilizzata per descriverlo al meglio? “Come mi descrivono i giocatori con una parola? Alcuni diranno un bastardo. Perchè dovrebbero scegliermi? Per vincere. Anzi, chiedo direttamente dall’altra parte se si vuole vincere, se c’è la condizione di vincere allora iniziamo a parlare”. Mourinho sul futuro non si è sbottonato più di tanto tuffandosi sui ricordi anziché pensare alla prossima stagione, su quale panchina si siederà. Inter? Bayern Monaco? Tutto ci si può aspettare dallo Special One.

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