Juventus, Alex Sandro si racconta: “Torino noiosa. Mi vergogno a spendere 400€ in una sera…”

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Una lunga intervista, profonda e ricca di verità dure: dall’infanzia difficile all’ambientamento a Torino. Alex Sandro si racconta a Raiam Santos, visibile anche su YouTube al canale di quest’ultimo. Rivelazioni forti, quelle fatte dal terzino brasiliano della Juventus, partendo dalla sua infanzia, non proprio perfetta: “Nel mio quartiere non è stato agevole crescere. Tanti miei coetanei sono in carcere, altri hanno preso brutte strade con la droga. Ricordo che andavamo a giocare a calcio, quando avevo 12 anni, e alcuni miei compagni prima della partita si fumavano una canna o tiravano cocaina. Non scherzo, erano seduti proprio accanto a me. Per fortuna la mia famiglia e gli amici più cari mi hanno sempre tenuto sulla retta via”.

Il calcio è stato una via d’uscita dalle difficoltà quotidiane anche se inizialmente è stato difficile. Alex Sandro non dimentica da dove è venuto e infatti ancora oggi spendere tanti soldi, per lui, è quasi una colpa: Quando entrai a far parte delle giovanili dell’Atletico Paranaense avevo 15 anni e guadagnavo appena 100 dollari al mese. Il club però mi ha messo tutto a disposizione: casa, cibo e lezioni scolastiche, quindi di quei soldi ne spendevo 50 e il resto lo risparmiavo. Il mio primo successo ottenuto grazie al calcio fu quando risparmiai 300 dollari e li diedi ai miei genitori. Usarono quei soldi per dipingere la facciata della nostra casa. Avrei potuto comprare qualsiasi cosa, ma in quel momento dovevo aiutare la mia famiglia. Molte volte, oggi, esco con la mia famiglia e succede di spendere anche 300 o 400 euro in una serata. Poi, però, mi chiedo a quanti real brasiliani equivalgono: mi sento un po’ in colpa di aver speso così tanti soldi in una sola sera”.

Alex Sandro, la Juventus, Torino e il giocatore più difficile da marcare

In ogni squadra gli allenamenti sono duri, ma alla Juve lo sono di più. I primi mesi sono difficili per qualsiasi giocatore che arrivi. Io ricordo quando arrivai dal Porto, i primi due mesi ero in difficoltà. Sentivo le gambe sempre stanche, dicevo che gli allenamenti erano troppo pesanti per me, ma mi ripetevano che mi sarei abituato. Ho lottato ogni giorno e alla fine sì, mi sono abituato. L’organizzazione che c’è alla Juve è difficile da vedere altrove, i fan vedono solo il campo, ma c’è una grande azienda che si prende cura di tutto“. Alla Juventus non potrebbe che andare meglio, ma Alex Sandro ammette di aver diffcoltà a vivere in una città come Torino: Torino come città è un po’ difficile per un brasiliano, perché ha meno opzioni per divertirsiPer lavorare è la città perfetta, perché non ha distrazioni.

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La mia vita qui è allenarmi, poi torno a a casa, e qualche volta esco a cena. Di tanto in tanto, nei giorni liberi, visito le città vicine. Ovviamente a Torino ci sono posti per divertirsi, ma li conosce chi la vive, per un turista può sembrare noiosa. Penso che sia anche per questo che i brasiliani non sono rimasti tanto alla Juve in passato, perché Torino non ha lo stesso appeal di Roma o Milano. Poi c’entra anche la mentalità della società, che è molto metodica. Ora qualcosa è cambiato in tal senso, e anche i giocatori stranieri si sentono a casa, non credo fosse così qualche anno fa”. E sul giocatore più forte che gli è capitato di incontrare, Alex Sandro non ha dubbi: In Portogallo affrontai il giocatore più difficile da marcare che ho incontrato nella mia vita. Fu contro lo Shakthar Donetsk in coppa. Il suo nome? Lo conoscete bene, Douglas Costa“.

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