1000esima panchina amara per Zeman

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Non ha potuto festeggiare come avrebbe voluto, Zdenek Zeman, attuale allenatore del Pescara, la sua millesima presenza in panchina tra i professionisti. Purtroppo la sua squadra è stata sconfitta per 3-1 dalla Sampdoria, e ora la corsa alla salvezza si complica ancora di più.

Tutto ebbe inizio nel 1966, quando partì per Palermo per le vacanze estive, ma lo scoppio della Primavera di Praga, gli rese impossibile il ritorno in patria.

La sua esperienza di allenatore di calcio iniziò alla guida del Cinisi, squadra dilettantistica della periferia di Palermo.

La svolta della sua carriera arriva nel 1986, quando il direttore sportivo del Foggia, Peppino Pavone, consiglia al presidente Pasquale Casillo il suo ingaggio.

La prima esperienza al Foggia terminò con un esonero dovuto ad un’incomprensione con l’imprenditore di San Giuseppe Vesuviano.

Nel 1988 a Messina, e scopre il futuro re delle “notti magiche” del Mondiale 1990, Totò Schillaci, capocannoniere della serie B con 23 reti.

Nel campionato 1989-1990 torna a Foggia, e nel campionato seguente ha ufficialmente inizio “Zemanlandia”.

A Foggia lancia Giuseppe Signori, inizialmente centrocampista, prelevato dal Piacenza, accogliendolo con un saluto benaugurante: “ciao, bomber!”.

L’anno successivo, il 1991, fu l’anno della promozione in serie A. Zeman lanciò Francesco Baiano e Roberto Rambaudi, che formarono, insieme a Giuseppe Signori, il cosiddetto “tridente delle meraviglie”.

Nel campionato 1993-1994 compie quello che può essere considerato il suo più grande “miracolo” sportivo: portare una squadra di giocatori sconosciuti, a giocarsi la qualificazione alla Coppa UEFA nell’ultima giornata contro il Napoli, acquistati da campionati minori, alcuni addirittura dall’Eccellenza.

Alla fine del campionato 1993-1994 da l’addio al Foggia ed approda alla Lazio, con la quale raggiunge un secondo posto in serie A che resta, ad oggi, il suo miglior piazzamento.

Zeman è un allenatore che riesce ad unire anche tifoserie opposte, tant’è vero che dopo la Lazio, allenò la Roma, e da entrambe è ancora oggi amato e stimato.

Nel 1997 si accorda con la Roma, e termina il campionato al quarto posto, piazzamento più alto fino a quel momento.

L’allenatore boemo è noto non solo per aspetti puramente tecnici, ma anche per aver contribuito allo scoppio dello scandalo del doping nel mondo del calcio, decisione che avrà un inevitabile impatto negativo sul prosieguo della sua carriera da allenatore, tanto da costringerlo ad andare all’estero, per un’ esperienza poco felice in Turchia al Fenerbahçe.

Torna in Italia e viene ingaggiato dal Napoli, neopromosso in serie A, ma anche lì con scarsi risultati.

Allenerà, dopo il Napoli, anche Avellino e Salernitana. Nel 2004 torna in Puglia, a Lecce, terminando un campionato incredibile, e scoprendo giocatori come Mirko Vucinic e Valeri Bojinov.

Nel 2006 allena il Brescia in serie B, in un’avventura che durerà solo pochi mesi. A giugno, infatti, il boemo torna sulla panchina del Lecce, e vi resta fino al 24 dicembre 2006. In quella breve parentesi giallorossa, lancerà un giovanissimo Pablo Osvaldo, da lui stesso richiesto in estate.

A giugno del 2008 viene ingaggiato dalla Stella Rossa di Belgrado, ma con risultati negativi.

Il “coup de theatre” avviene nell’estate del 2010, quando il Foggia, prelevato da Pasquale Casillo, ricompone, insieme a Pavone e Zeman, la triade che aveva fatto sognare i tifosi in passato.

In quell’anno in Lega Pro, Zeman lancia giovani giocatori, tra i quali Marco Sau, Lorenzo Insigne, Karim Laribi, Diego Farias.

Nel campionato successivo, a Pescara, il suo palmarès di allenatore potrà fregiarsi della vittoria di un altro campionato di serie B, a Pescara, dove ritroverà Lorenzo Insigne, consacrerà il talento di Marco Verratti, e contribuirà all’esplosione dell’attaccante Ciro Immobile.

Al termine di quel campionato, saluta tutti, e torna alla Roma, ma non porta a termine il campionato.

Nel 2014 viene ingaggiato dal Cagliari, ma anche quella parentesi si rivelerà, purtroppo  per l’allenatore boemo, sfortunata.

Nel 2015 accetta l’offerta del Lugano, neopromosso in Super League (la serie A svizzera), portandolo al nono posto in classifica, ed arrivando in finale nella Coppa Svizzera, persa contro lo Zurigo.

Al termine di quel campionato decide di non proseguire l’avventura a Lugano, per via delle tante difficoltà riscontrate nel corso della stagione.

Il 17 febbraio 2017 torna al Pescara dopo cinque anni, debuttando con una roboante vittoria “alla Zeman”, per 5-0 contro il Genoa.

Sebbene i risultati che hanno fatto seguito a quella vittoriosa partita siano, finora, stati deludenti, i tifosi hanno ragione di sognare, o quantomeno sperare, se non in una salvezza quasi impossibile in questo campionato, in una prossima stagione esaltante.

Tanti auguri, Mister, altre 1000 di queste panchine!

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