Gattuso: “Non è il mio Milan o quello di Piatek, è il Milan di tutti”

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“Il Milan di tutti”, così Gattuso ha presentato la sua squadra, sempre più lancata verso le zone altissime della classifica. Più forte dei singoli e del proprio formidabile centravanti, il Milan punta sul gruppo per tirare fuori il meglio di sé. Lo farà anche per battere l’Empoli, prossimo avversario in campionato, come affermato dallo stesso Gattuso in conferenza stampa:

Rapporto con Çalhanoglu? Non è solo con lui, ma con tutti: ricerco un rapporto umano – Ha affermato l’allenatore rossonero – Sa che ha attraversato un momento tecnico non brillante, ma mi piace coccolare chi sta avendo poca continuità. Da parte mia c’è grande preoccupazione, non sarà una partita facile e giocheremo contro una squadra che ha cambiato modulo e abbina qualità tecniche e tattiche in maniera interessante: la crescita deve venire da questo tipo di partite, non ci possiamo permettere di sottovalutare l’Empoli. Per noi sarà difficile, loro son ben messi in campo”.

L’allenatore rossonero ha poi analizzato le possibili variazioni tattiche, a partire dal possibile sostituto di Suso:

Sostituire Suso? Paquetà in qualche occasione sta già facendo l’esterno d’attacco, invertendosi con Çalhanoglu: domani vediamo. Oggi vedremo che modulo e che scelte adotteremo. La possibilità a qualche giocatore ora bisogna darla: la cosa più importante è non riuscire a perdere entusiasmo nei giocatori che hai”.

“Dobbiamo pensare a continuare a lavorare con criterio e voglia: le delusioni sono dietro l’angolo. Non bisogna pensare tutto sia più facile, non si deve mollare e pensare a casa nostra, non a ciò che accade in casa degli altri”.

“Critiche o elogi? Io la vivo male questa roba, non voglio nessun complimento: senza la squadra non sarebbe possibile ciò che stiamo facendo. Noi proponiamo e la squadra sta facendo bene: anche quando parlavano male di me leggevo poco, sto facendo questo lavoro perché credo di saperlo fare. Non ho bisogno di sentirmi dire “bravo bravo”, so cosa posso dare ad un gruppo: a volte massacrano allenatori che hanno vinto tanto come Mou, Allegri, Ancelotti: ci sono tanti tifosi da tastiera cui non bisogna dar retta”.

Oltre i singoli e la forza del proprio centravanti: il Milan è gruppo, forza e voglia. Parola di Gattuso: “La fame di Piatek? Non è il Milan di Gattuso o di Piatek, è il Milan di tutti: abbiamo un attaccante che sta valorizzando al meglio tutto ciò che gli arriva. Diamo meriti a tutti, abbiamo una squadra giovane che può crescere ancora tantissimo: insisto sulla parola voglia, dobbiamo continuare a fare ciò che stiamo facendo e lo step da superare è questo”.

Mia moglie fa la formazione…al di là delle battute, 3 volte a settimana parlo con la Morace, molto preparata: ci sono molte donne che capiscono bene il calcio. Ho con lei un confronto aperto e interessante”.

In chiusura Gattuso traccia la via per terminare al meglio la stagione e raggiungere gli obiettivi prefissati:

“Dobbiamo riuscire a trovare la massima concentrazione, prepararla bene, cominciare bene: voglio vedere lo stesso atteggiamento visto nei primi minuti con il Cagliari. Con Iachini non si scherza: prepara molto bene le partite, ha rigirato la squadra. Aprire un ciclo alla Ancelotti? Non vado così avanti con la testa, tocco con mano la realtà: vedo il lavoro nella quotidianità. Il mio percorso è pensare giorno dopo giorno. “Non sto costruendo nulla: dobbiamo preparare le partite che mancano, non si può programmare nulla oggi. Ci sono incognite, anni fa era difficile un giocatore potesse andare via, oggi no.​ 

Strinic era stato fermo 3 settimane, poi era tornato in gruppo e ora si sta allenando”.

Zapata tra 7-8 giorni sarà a disposizione del gruppo. Conti esterno alto? Lasciamolo nel suo ruolo, ha sempre fatto il suo: in attacco poi abbiamo Castillejo, Borini, Suso…ne abbiamo abbastanza”.

Il gesto di Simeone? Da giocatore ne ho combinate abbastanza…sono l’ultimo a poter parlare, non è bello ma per uno sanguigno può capitare”.

 

 

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