Il Milan e la maledizione della maglia numero 9: Mandzukic sfida il tabù!

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Maledizione numero 9 Milan – L’ultimo a tentare di sfatare la maledizione della numero 9 del Milan fu Piatek, ma nemmeno al polacco andò molto bene: dopo appena un anno e una settimana, lascia il club rossonero con 41 presenze e 16 gol tra campionato e Coppa Italia.

Un’esperienza a due facce e con due maglie: in campionato con la 19 (nei primi 6 mesi) 18 presenze e 9 gol, con la 9 (negli ultimi sei mesi) 18 presenze e 4 reti. Numeri che confermano un tabù che nessuno è riuscito a spezzare dall’addio di Inzaghi ai colori rossoneri.

Tanti gli attaccanti di livello internazionale che ci hanno provato, ma nessuno è riuscito a dare gloria e lustro ad una maglia che con Filippo Inzaghi era stata portata sul tetto d’Europa e del mondo.

Ora a volerci provare è Mario Mandzukic, nuovo acquisto del mercato rossonero della sessione invernale 2020/2021. L’attaccante croato, secondo molti, ha il carattere per indossarla senza problemi, ma negli anni quella maglia ha fermato campioni che in carriera avevano vinto tutto.

La maledizione del numero 9 del Milan: dopo Inzaghi numeri impietosi

Filippo Inzaghi

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La “maledizione” del 9 inizia, come detto, con il post-Inzaghi. Nessuno come Superpippo, che arrivato al Milan nell’estate del 2001 e rimasto in rossonero per ben 11 stagioni, ha segnato 126 gol in 300 presenze.

Pato

Dopo l’addio di Filippo Inzaghi la maglia numero 9 viene ereditata da Alexandre Pato, reduce già da 5 stagioni in rossonero con la numero 7 in cui il brasiliano fa scintille, prima dell’inesorabile crollo a causa dei tanti infortuni: un gol ogni 155 minuti con la 7, uno ogni 171 con la 9.

Alessandro Matri

Il 30 agosto 2013 l’attaccante torna al Milan (con il club rossonero aveva esordito in Serie A) e si prende la responsabilità di indossare la maglia numero 9. Una scelta fallimentare dato che si rivelerà essere il peggior numero 9 dell’era post Inzaghi: un gol ogni 933 minuti.

Fernando Torres

L’esperienza bis di Matri dura appena sei mesi. L’estate successiva il Milan piazza, con qualche anno di ritardo, il colpo Fernando Torres. Lo spagnolo alla prima da titolare fa subito gol a Empoli e riempie di speranze i tifosi rossoneri. Quel colpo di testa, però, resta la sua unica firma in maglia rossonera: un gol ogni 592 minuti.

Mattia Destro

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Il successivo numero 9 del Milan è Mattia Destro. Anche l’attaccante marchigiano trova il suo primo centro contro l’Empoli, ma i sei mesi in rossonero non bastano a convincere la dirigenza a riscattarlo. Segna un’altra volta con la Fiorentina e poi contro gli ex giallorossi, terminando l’esperienza al Milan con una rete ogni 281 minuti.

Luiz Adriano

A giugno il club rossonero punta per l’attacco sul brasiliano e gli affida la maglia numero 9. L’ex Shakhtar resta un anno e mezzo, trovando la via della rete in appena 6 occasioni: un gol ogni 271 minuti.

Gianluca Lapadula

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Nel 2016/17, dopo i tanti gol segnati in Serie B con il Pescara, Gianluca Lapadula è nel mirino dei top club del campionato. Lui sceglie il Milan e prova a sfatare la maledizione della maglia numero 9: 8 gol in 29 presenze, per una media di una rete ogni 170 minuti. Statistica non esaltante, ma che al momento resta la migliore dopo l’addio di Inzaghi.

Andrè Silva

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Il penultimo a provarci. In rossonero riesce a lasciare il segno con continuità solo in Europa League, mentre in campionato trova appena due reti: un gol ogni 202 minuti.

Krzysztof Piątek

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L’ultimo, in ordine di tempo, ad indossarla. Indossando la maglia numero 9, ha chiuso la sua esperienza in rossonero con un gol ogni 269’ giocati.

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