Torino, il racconto dell’ex calciatore: “Mesi terribili, tornavo a casa e piangevo”

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Giunto in granata nel 2006, quando aveva appena nove anni: una lunga trafila nel settore giovanile e un girovagare in prestito prima dell’esordio in Serie A con la maglia del Toro; Vittorio Parigini, in una lunga intervista rilasciata a Tuttosport, ha svelato i retroscena del suo addio al Torino.

“Non voglio essere polemico, ma soltanto sincero. Mazzarri con me è sempre stato chiaro: mi ha detto che non avrei giocato, né mi sarei allenato con la squadra. Questo perchè ho rifiutato le condizioni del rinnovo che mi aveva proposto la società: due anni di contratto, quindi con scadenza 2022, ma con la prospettiva di cedermi a gennaio. Bava mi ha spiegato che non rientravo più nei piani tecnici del Torino, ma non era vero.

Ribadisco, tutto è scaturito dalla scelta di non rinnovare. Sono stati sei mesi molto difficili: tornavo a casa e piangevo dopo che i compagni lavoravano in un campo, e io da solo in un altro. Mi sono aggrappato a mamma Rosa e a papà Claudio, nonché a Sofia, la mia fidanzata, e al mio agente Beppe Galli. Anche con i compagni, il rapporto è stato ed è tuttora molto buono: Baselli, Lollo De Silvestri, Sirigu, Edera e Zaza sono amici con i quali mi sento spesso”.

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