Eriksen: “Qui tutto diverso: Inter scelta giusta. E quella volta che mi fermò la Polizia…”

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Intervistato dal quotidiano danese Jyllands-PostenChristian Eriksen racconta il periodo di quarantena e allo stesso tempo cosa fa per tenersi in forma, considerando la mancanza del pallone. Queste le sue dichiarazioni:

“Ci sono circa 70 metri da un’estremità della cantina all’altra. Posso correre per 35 metri, poi arriva una curva e poi gli ultimi metri. Qui posso correre avanti e indietro. È la pausa senza calcio più lunga della mia vita, mi manca totalmente toccare un pallone: giocare a ‘palla sul muro’ con Alfred (il figlio, ndr) non è lo stesso”.

L’ex calciatore del Tottenham ritorna sulla scelta dell’Inter:Mi è sembrata la cosa giusta da fare. Erano molto desiderosi di prendermi, e per uno come me significa molto che un club dimostri quanto mi vuole: avrebbero fatto qualsiasi cosa per prendermi. 

Alcuni tifosi del Tottenham si sono arrabbiati perché in un’intervista alla BBC ho detto che c’era una maggiore possibilità di vincere qualcosa qui, ma l’alto numero di squadre inglesi forti rende solo più difficile vincere in Inghilterra.

Mi è piaciuto molto giocare lì: ho incontrato tante brave persone, ho molti bei ricordi. Avrei voluto dire addio in un modo diverso, ma non è così che va nel calcio. In Italia mi sento molto ben accolto sia dal club, sia dai compagni che dai tifosi. Certo, è tutto diverso: mi dovevo inserire in un gruppo già formato, imparare una nuova lingua e un nuovo stile di gioco”.

Non poteva mancare un episodio curioso: Una volta mi ha fermato una pattuglia della Polizia a Milano: con il mio cattivo italiano ho dovuto spiegare cosa stavo andando a fare e mostrare i documenti, dicendo dove stavo andando e cosa avrei dovuto fare”.

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