Chiesa allo scoperto: “C’è solo la Fiorentina. Se mi chiamano Juve e Inter…”

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Federico Chiesa, gioiello della Fiorentina, è l’oggetto del desiderio di Inter e Juve: il numero 25 viola ha rilasciato una lunga intervista al Corriere dello Sport”, in cui si è soffermato sul mercato, sulla situazione dei calciatori positivi in rosa e soprattutto del rapporto con Iachini:

“La squadra è consapevole del momento, ma ha grande fiducia nello staff medico, sa di essere seguita con tutte le attenzioni e vuole riprendere a lavorare. Sento spesso il dottor Pengue, una mente brillantissima. Lui ci rassicura. La notizia delle nuove positività non ci ha turbati”.

Iachini? Venivo da mesi difficili, non avevo svolto la preparazione che serve al mio fisico. Due settimane dopo la fine dell’Europeo Under 21 ero già in America con la squadra.

Quando è arrivato Iachini stavo recuperando dall’infortunio alla caviglia e invece di partire per le Maldive, dove avevo programmato una breve vacanza, ho svolto una preparazione personalizzata, le indicazioni me le dava il suo staff. Quindici giorni che mi hanno rimesso in condizione, il sorriso è tornato di conseguenza”.

Intervista a Chiesa: il futuro e il mercato

“Con il presidente, con Giuseppe Barone e Pradè nell’ultimo anno abbiamo parlato tantissimo, il presente è l’unico tempo sul quale sono concentrato. Io penso al lavoro di tutti i giorni, agli obiettivi immediati, il principale è la salvezza. Speriamo di tornare tutti a giocare, il resto verrà.

Non ci sono trattative in corso, c’è la Fiorentina. Non abbiamo mai preso in considerazione l’idea di avere un agente. In futuro chissà. Se chiamano Juve e Inter? Il mio obiettivo è il miglioramento generale, non solo quello tecnico, devo completarmi e sono il primo a rendermene conto.

Sousa, che mi ha lanciato, ma anche Pioli, mi ripetevano spesso che il calcio si gioca prima di tutto con la testa. Io, per indole, sono portato a non amministrare le energie, ho una generosità che tante volte compromette la prestazione, talvolta manco di lucidità sotto porta. Devo migliorare e migliorare e ancora migliorare, trovare con più regolarità il gol, se voglio avvicinare mio padre che in Serie A ne ha segnati 138”.

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