Milan, senti Rangnick: “Lavorare con i 38enni non è il mio stile. Maldini…”

Fonte: Wikimedia Commons

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Dichiarazioni Rangnick – la Gazzetta dello Sport ha dato ampio risalto a Ralf Rangnick, vecchio pallino del Milan. In un intervista esclusiva, il pigmalione del RB Lipsia ha parlato dei rapporti intrapresi col Milan e le divergenze che hanno portato alla rottura.

Rangnick ha ammesso la poca voglia di allenare giocatori a fine carriera: “La domanda da fare è: perché il Milan si è rivolto a me? Cosa volevano da me? Se lo hanno fatto è perché magari cercavano una svolta. Non è nel mio stile puntare sui 38enni, anche se sono bravi come Ibrahimovic. Preferisco creare valore, sviluppare giovani talenti. Per me ha poco senso puntare su Ibra e Kjaer, ma questa è la mia idea“.

Dopo la pandemia, il Milan ha spiccato il volo grazie al sapiente lavoro di Pioli. Questo exploit ha spinto la dirigenza rossonera a chiudere la porta a Rangnick: “I primi contatti sono nati a ottobre, quando il Milan era a tre punti dalla zona retrocessione. Poi la squadra è cresciuta dopo il Coronavirus e cambiare non sarebbe stato saggio né rispettoso, ecco perché c’è stata la rottura. Pioli secondo loro ha meritato la conferma, lo penso anche io e l’ho apprezzato molto. Poi se è la scelta giusta nel medio-lungo termine è un altro discorso…”.

Le dichiarazioni di Rangnick hanno ripreso l’operato di Maldini e le parole rivolte al dirigente rossonero non sono tenere: “Io non ho mai detto mezza parola sul Milan, mai. Ho una regola: non parlare di chi non conosci. Maldini da giocatore è stato una leggenda, ma non posso dirne lo stesso da direttore sportivo perché non ne conosco l’operato. Mi chiedo solo se la proprietà del Milan è contenta dei risultati in rapporto alla quantità di denaro speso…“.

Fonte: Wikimedia Commons

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