Depay si racconta: “Da ragazzino vendevo erba e partecivo a feste con droga. Grazie al mio talento…”

Fonte: Wikimedia Commons

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Depay a tutto tondo mentre racconta il suo libro “Cuore di un leone” durante la trasmissione “Pauw”. Una vita non facile la sua: la vendita di erba, le feste con l’utilizzo di sostanze stupefacenti, ma soprattutto il divorzio dei suoi genitori. Ma un giorno tutto è cambiato grazie al calcio.

Non sono d’accordo con molte cose che ho fatto in passato e non ne sono orgoglioso, ma l’ho pubblicato comunque, perché voglio che il libro parli di tutto senza censure. Dei ragazzini nella mia stessa situazione, che potrebbero non avere le persone giuste che li guidano, potrebbe infatti vedere che non otterranno le cose che vogliono se continuano a fare le scelte sbagliate. Ho sempre desiderato diventare un calciatore professionista ma per molto tempo ho fatto cose che non andavano per farlo accadere”.

Un’infanzia di cui non va fiero, ma Depay vorrebbe essere, malgrado il suo trascorso un modello di riferimento: “Spero di essere un esempio per gli altri, alcune scelte continuano a inseguirti, ho vissuto al limite ma ho avuto la fortuna di uscirne. Per altri potrebbe finire male. Ero solito essere in giro di notte per le strade e facevo quelle cose che un ragazzo di quell’età non dovrebbe fare. Il mio talento mi ha salvato”. Qualche considerazione anche sul padre, che quando era piccolo lo ha abbandonato: “Ho 25 anni ora e dopo tutto è mio padre. Pensavo: se non puoi perdonare un essere umano, Dio non può perdonarti. Allora sono andato da mio padre, ho parlato con lui e l’ho perdonato. Naturalmente non è si è risolto tutto subito ma parliamo di tanto in tanto, questo è positivo per entrambi”.

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