Che fine ha fatto Prandelli? L’ex allenatore del Genoa svela: “Ho cambiato lavoro…”

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Una parte di stagione sulla panchina del Genoa lo scorso anno. Un’esperienza poco fortunata conclusa comunque con una salvezza raggiunta in extremis. Adesso Cesare Prandelli è un disoccupato, come tanti allenatori, nessuna panchina su cui sedersi e tante speranze per il proseguimento della sua carriera da allenatore, ma come rivelato a calciomercato.com non si lamenta. Ha cambiato vita e adesso si gode i frutti dei suoi investimenti, la mamma a Brescia e il calcio sullo sfondo.

SENZA UNA PANCHINA – “Perché non alleno? Me lo sono domandato. E mi sono anche dato l’unica risposta che reputo plausibile. Io non ho mai avuto e non ho tutt’ora un agente che mi rappresenta. Mi è piaciuto sempre fare tutto da solo. Oggi il mondo del calcio, esattamente come quello di tutti i giorni, è cambiato profondamente. Se non stai in vetrina, anzi se nessuno provvede a mostrarti in vetrina e a pubblicizzarti non vai da nessuna parte”.

LA CHIAMATA AL GENOA – “Un autentico colpo di fortuna. Quando ero in Qatar ad allenare conobbi un avvocato milanese il quali mi chiese che cosa ci facevo lì anziché lavorare in Italia come, secondo lui, avrei meritato. Gli risposi quel che ho detto a te. Lui che collaborava con il presidente Preziosi mi fece avere un appuntamento a Genova e trovai l’accordo. Ecco com’è andata. Poi più nulla”.

LA NUOVA VITA – “Oggettivamente sono un disoccupato. Ma a differenza di quelli che tribolano perché non hanno un lavoro sono un grande privilegiato. Non ho bisogno, come si dice. E allora intanto faccio la spola tra Firenze e Brescia dove c’è ancora la mia mamma che vado a trovare tutte le settimane e poi mi sono inventato un nuovo lavoro molto serio e impegnativo. Alleno, per usare un’immagine calcistica, gli ulivi della fattoria che ho acquistato nella campagna vicina a Firenze dove ho messo in piedi un olificio il quale mi sta dando un sacco di soddisfazioni. Così, quando non sono in autostrada per raggiungere Brescia o per tornare in Toscana, trascorro le mie giornate sul trattore a lavorare i campi. Del resto io, che sono nato a Orzinuovi provengo da una famiglia di contadini, ho realizzato che forse preferisco il silenzio della campagna e i profumi della terra al frastuono spesso esagerato degli stadi. Allenare mi piace ancora, specialmente i ragazzini. Leggo ancora un poco di sport sui giornali, ma distrattamente”.

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