Superga, Cairo: “Ricordo ancora vivo, lo spirito del Toro si è visto anche ieri”

Fonte: Wikimedia Commons

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Sono passati 70 anni dalla Tragedia di Superga e bisogna rendere omaggio al ‘Grande Torino’. Qualche giorno prima Urbano Cairo aveva dichiarato: “A 70 anni dalla tragedia di Superga è una responsabilità essere presidente del Torino, è una tragedia che segnò il calcio italiano, una ferita che non si rimarginerà mai, ma anche il compleanno di un amore”.

“Il Torino ha due date di nascita, il 3 dicembre 1906 quando è stato fondato e il 4 maggio del 1949 quando l’aereo che trasportava la squadra dopo l’amichevole di Lisbona col Benfica si schiantò su Superga. Nel giorno in cui sembrò che tutto fosse finito, in realtà esplose ancora più violentemente la passione e l’amore per il Torino. Il 4 maggio è, per ogni tifoso come me, il giorno del ringraziamento: per ciò che quella squadra straordinaria ha fatto, per quello che ci ha lasciato, per come ha unito la nostra gente, per aver formato il nostro Dna, per gli esempi, i valori e il connubio tra etica e vittorie”.

Il Presidente Cairo ha parlato ai microfoni di Sky a margine della commemorazione al Cimitero Monumentale di Torino:“Un giorno speciale e unico, perchè siamo al 70°, è bello vedere così tanti tifosi in questa giornata, credo che sia un giorno importante per noi perchè ricordare in questo modo i caduti di Superga la dice lunga su quello che hanno lasciato, non soltanto per quanto riguarda l’eredità calcistica, ma anche per i valori dello sport. Quanta generosità c’era in questi giocatori: Mazzola in testa. Il Torino dalle macerie di Superga è rinato e ha creato quest’unità incredibile grazie a loro. Era giusto venire a salutarli al cimitero, poi la messa in Duomo e a Superga a pronunciare il nome delle vittime del ’49. Una giornata dedicata a loro, mantenendo vivi i valori che ci hanno tramandato e che ancora oggi cerchiamo di onorare al meglio. Stamattina c’erano tantissimi tifosi del Torino che hanno voluto ricordare e hanno voluto essere qui al Cimitero Monumentale. È stato un momento molto toccante, soprattutto andare giù fino alle tombe: quando vedi Maroso di 23 anni, Operto di 22 anni ti rendi conto ancora di più di quello che è successo davvero. Derby? Siamo rammaricati anche per aver giocato una grande partita. Meritavamo qualcosa in più, ora abbiamo tre partite importanti e dobbiamo cercare di farle allo stesso di livello di ieri. Striscione dei tifosi juventini? Mi ha fatto piacere perchè credo sia il modo giusto di ricordare dei grandi campioni, una squadra che ha fatto la storia in Italia. Il Grande Torino è rimasto nella memoria di tutti ed è un ricordo molto sentito. E tutti vogliono dimostrare vicinanza a questi caduti”.

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