Real Madrid, la caduta dei giganti: storia di un fallimento

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Passare da tutto a niente nel giro di 7 giorni si può, per conferma chiedere al Real MadridLa notte del Bernabeu ha sancito la fine di di un’era, ha messo la pietra tombale su una delle squadre più vincenti della storia del calcio. Perché alzare per tre stagioni consecutive la Champions League al cielo è un’impresa rara, anche se ti chiami Real Madrid. Prima o poi tutto è destinato a finire, vero, ma quando succede con un netto 4-1 fa molto più male.

Merito di un Ajax giovane, bello e coraggioso. Merito anche di un numero ricorrente nella storia dei lancieri: il 14. Perché che ci fosse un po’ di Crujff nell’1-4 di ieri sera lo dice il punteggio e anche lo spirito con cui l’Ajax è sceso in campo. Segni del destino che non sminuiscono però il tonfo del Real Madrid, uscito umiliato nel suo stadio come mai successo negli ultimi anni.

In una settimana la squadra di Solari ha peso tutto: si è allontanata ancora di più dalla vetta della Liga, ha detto addio alla Copa del Rey, ha incassato due sonore sconfitte nel Clasico e si è vista superare dal Barcellona nel conteggio totale delle vittorie tra le due squadre. L’eliminazione agli ottavi di Champions League è quindi solo l’apice di un periodo nero, che si trascina da inizio stagione.

L’addio di Zidane e Ronaldo ha dato il via al domino di fallimenti che si è innescato dall’insediamento di Lopetegui in panchina e che ancora non si è arrestato, nonostante il buon impatto di Solari sulla panchina dei Balncos. Difficile mantenere alte fame e concentrazione dopo un periodo in cui il Real Madrid ha fagocitato tutti i trofei più importanti, a partire dalla Champions fino ad arrivare al Mondiale per Club.

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Anche i senatori dello spogliatoi hanno alzato bandiera bianca, non nelle parole ma quantomeno nelle intenzioni. Contro l’Ajax è mancata l’esperienza e la leadership di Sergio Ramos, ma questo non giustifica il tonfo della squadra di Solari. Che ora dovrà raccogliere i cocci e trascinarsi stancamente fino alla fine della stagione. In estate poi sarà rivoluzione. O almeno è quelle che servirebbe ad una squadra che ha perso stimoli ed entusiasmo. La caduta dei giganti potrebbe dare vita ad un nuovo ciclo, serviranno però interpreti diversi.

 

 

 

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