Boateng: un tedesco dal cuore ghanese ma col sangue catalano

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Boateng e il sogno che si avvera: diventare un giocatore del Barcellona. Il jolly offensivo ghanese ha salutato oggi il Sassuolo, un club che lo ha accolto quasi come un figlio, per vestire la maglia blaugrana. Passare dal piccolo “Mapei Stadium” al grande “Camp Nou” sarà un impatto devastante ma non per “il Boa” che aspettava da tempo un’occasione simile e inaspettatamente gli è stata regalata dal calciomercato invernale 2018/19.

La trattativa lampo tra Sassuolo e Barcellona ormai è da considerarsi archiviata data l’ufficialità dell’affare comunicata da entrambe le società sui propri profili social. Secondo quanto riportato da gianlucadimarzio.com, Boateng si trasferirà in prestito oneroso per 2 milioni con diritto di riscatto fissato a 8. L’ex Milan ha vissuto una breve ma intensa esperienza in Emilia: i 4 gol siglati in 13 presenze e il rapporto instaurato con De Zerbi hanno reso eccezionale il suo secondo ritorno nel calcio italiano.

Valverde è il protagonista di questa operazione di mercato: l’allenatore del Barcellona ha richiesto espressamente Boateng come sostituto di Munir, accasatosi al Siviglia. Sarà il tassello che completerà il puzzle dell’attacco catalano ma lascerà un vuoto incolmabile in casa Sassuolo.

Boateng, dalla Germania alla Premier League

Facciamo un passo indietro ripercorrendo le tappe della sua carriera. Partiamo da Berlino, dove tutto ebbe inizio: Kevin Prince Boateng nasce il 6 marzo 1987 da padre ghanese e madre tedesca. Inizia a dare i primi calci ad un pallone con il piccolo club del Reinickendorfer Füchse. Con l’avanzare dell’età, arrivano le prime grandi chiamate (Hertha Berlino) e le prime decisioni importanti come quella di prendere la nazionalità del padre a differenza del fratello Jerome, difensore del Bayern Monaco, il quale ha preferito unirsi alla nazionale tedesca.

Il giovane Boateng sta per lasciare la sua città natale per crescere e diventare un calciatore di livello internazionale. La prima destinazione è l’Inghiterra con il Tottenham che scommette su di lui ma di spazio ne trova poco (solo 14 presenze). Fa ritorno in Germania, al Borussia Dortmund, e anche con i gialloneri non riesce a fare la differenza. La svolta arriva nella stagione 2009/2010 quando diventa uno dei punti fermi del Portsmouth e mette a segno le prime reti (3 in 22 partite). Con il club inglese, partecipa alla finale di FA Cup contro il Chelsea ma non si tratta di un ricordo positivo: l’allora portiere dei blues Cech riuscì ad ipnotizzarlo sul dischetto.

Il Milan, i gol al Barcellona e lo Scudetto

Poi il Milan, la tappa più importante della sua carriera. Da giocatore dal futuro incerto si trasforma in un simbolo dei rossoneri. La sua prima esperienza in Italia parte col piede giusto contribuendo alla conquista dello Scudetto nella stagione 2010/11 con Allegri in panchina. Questa vittoria lo porterà ad esordire in Champions League e ad affrontare le prime sfide con il Barcellona. Uno dei gol più belli lo realizza proprio contro i blaugrana il 23 novembre 2011: con un colpo di tacco si libera di Abidal e con un potente destro fulmina Victor Valdes. Un ricordo indelebile.

Nei suoi 3 anni con il Milan, non viene ricordato solo per i gol pesanti o per gli assist ma anche per un gesto durante l’amichevole giocata contro la Pro Patria nel 2013. I continui cori razzisti, rivolti a Niang e Muntari, hanno spinto Boateng a prendere il pallone e a calciarlo contro quel gruppetto di idioti interrompendo così il gioco e ottenendo la sospensione della gara.

Caduta e rinascita: dallo Schalke 04 al Sassuolo, passando per la Liga e tornando indietro

Terminata la sua esperienza italiana, Boateng si ripresenta in Bundesliga allo Schalke 04. Non ha un bel ricordo delle 2 stagioni vissute con il club di Gelserkirchen tanto da essere messo fuori rosa a causa del suo scarso rendimento. Per tornare a respirare un po’ di calcio, si trasferisce in Spagna accettando la sfida Las Palmas. Nella Liga è tornato ad essere un calciatore decisivo: solo un anno in Liga, ma è stato sufficiente per entrare nei cuori dei tifosi. Cuore conquistato anche grazie alle 10 reti in 28 presenze.

Non c’è il lieto fine con il Las Palmas ed è costretto a fare le valigie per tornare ancora in Germania, questa volta all’Eintracht Francoforte. Qui trova un allenatore come Kovac determinato e che ha voglia di emergere, Boateng lo aiuta e riesce a togliersi una grossa soddisfazione: battere il fratello Jerome in Coppa di Germania sovvertendo tutti i pronostici della vigilia che davano l’Eintracht perdente contro il Bayern Monaco.

Il resto è storia recente vissuta al Sassuolo dove Boateng ritrova minuti, condizione e fiducia sotto la guida di De Zerbi. L’attuale tecnico neroverde lancia Boateng in una nuova veste: quello del “falso nueve” (un ruolo che probabilmente lo renderà anche funzionale al gioco di Valverde). La novità piace all’ex Milan tanto da diventare un elemento prezioso della formazione emiliana: le 4 reti e i 2 assist in 13 gare sono bastate per convincere il Barcellona a puntare su di lui. E lui non ha avuto dubbi ad accettare questa proposta perché giocare nel Barça è sempre stato uno dei suoi sogni…

Boateng e l’amore per il Barcellona

Da dove nasce l’amore di Boateng per il Barcellona? Parte da lontano, quando era un bambino che si divertiva a giocare con i suoi amici nel quartiere di Wedding dove la criminalità regna sovrana. Si innamora vedendo giocare Rivaldo, adorava la tecnica sopraffina del giocoliere brasiliano e cercava di imitarlo in tutti i modi. In un’intervista rilasciata al quotidiano catalano Mundo Deportivo, ha ammesso che lo idolatrava ma ha anche riservato parole al miele a Messi definendolo un giocatore proveniente da un’altra galassia.

Il suo amore per il Barcellona lo ha manifestato anche durante uno speciale, prodotto da Sky Sport, dove ha ricordato un gol segnato nel “Trofeo Gamper”, una gioia indescrivibile che lo ha portato ad esclamare: “ora posso smettere”. E’ rimasto attratto dalla magia del “Camp Nou” e dall’atmosfera che si respira: queste reazioni le ha sempre vissute da avversario ma tra qualche giorno potrà scendere in campo come giocatore del Barcellona, un sogno che, finalmente, diventa realtà.

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