La Mantia a FantaMasterTV: “Non ho mai vinto il fantacalcio, ecco chi prendo all’asta. Lecce ed Empoli: vi dico tutto”

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Andrea La Mantia è il quinto ospite di FantaMasterTV, il nuovo format creato per affrontare e condividere tutti insieme l’emergenza Coronavirus.

L’attaccante dell’Empoli si è raccontato in diretta sulla nostra pagina Instagram, svelando alcuni aneddoti davvero interessanti. Questi i punti principali dell’intervista a Andrea La Mantia per FantaMaster.

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Le dichiarazioni di Andrea La Mantia a FantaMasterTV

QUARANTENA – “E’ un po’ strano, situazione surreale. Poi cominci a metabolizzare il tutto e cerchi di rispettare le regole. Siamo abituati a ritmi alti, abbiamo un programma di allenamento che ci occupa la mattina e per fortuna vola il tempo”.

FANTACALCIO – “Il fantacalcio l’ho fatto, ma non sono un malato. Quest’anno No. Tanti fantallenatori mi hanno scritto, la maggior parte insulti. C’è chi ci ha creduto, poi alla fine sono andato via. E’ stata una bella esperienza e spero di rifarla con l’Empoli. L’ho fatto con i compagni di squadra, a Lecce non l’abbiamo fatto. Non ho mai vinto il fantacalcio, non è il mio forte. Mi piace prendere i centrocampisti che fanno gol come può essere un Mancosu quest’anno. Malati di fantacalcio? Ho amici di infanzia di Roma che lo sono (ride ndr).

TEMPO LIBERO – “Mi piacciono molto i film, più che le serie Tv. Poi se c’è quella che mi piace la vedo volentieri. Con Sky vedo un po’ tutto, ieri ho visto su Disney Plus Aladdin”.

CORO DEDICATO (“Ti ho visto al Via del Mare e dissi: ce animale! Ma che potenza, segni sempre tu. Sognavo un goleador e Saverio ha preso te. Non sei la zita mia, ma iou…te la mintia…Andrea La Mantiaaaa…”) “E’ un gruppo di tifosi del Lecce, i Lesionati che mi hanno dedicato un coro virale. I risultati arrivavano, poi facevo gol e abbiamo vinto il campionato. Lecce? E’ una piazza che non potrò mai dimenticare, c’è un legame sanguigno”. 

SERIE A – “L’esordio non potrò dimenticarlo, contro l’Inter a San Siro. Una sensazione difficile da spiegare, un mondo a sè, guardi su e non vedi il cielo. Poi il primo gol l’ho fatto all’Olimpico contro la Lazio. C’erano i miei amici e la mia famiglia: è stato un segno del destino fare gol a Roma, dove sono cresciuto. Quando faccio gol c’è la dedica a mio padre: un ringraziamento perchè mi è stato vicino da sempre. Poi quando abbiamo vinto il campionato a Lecce, l’ho fatto entrare in campo e abbiamo pianto entrambi”. 

GIOCARE – “Speravo di giocare di più, poi ci sono delle scelte e noi giocatori dobbiamo fare il massimo con le opportunità che ci sono. Rimane l’affetto della gente. Empoli è una piazza importante, c’è una società solida che non ti fa mancare niente. Mi sono meravigliato per l’ambiente, per la gente che gira intorno. Spero di aiutare l’Empoli in queste partite che mancano”.

NUMERO MAGLIA – “Il 19? All’Entella era l’unico numero disponibile e mi sono legato subito. Il 19 l’ho preso a Lecce, un numero importante perchè era di Chevanton e ho avuto una grande responsabilità”. 

MANGIARE – “A Empoli la carne è buona, a Lecce ci sono molte particolarità. Il pasticciotto è buono, ma io sono più per il salato”.

CARRIERA – “Il mio salto è stato quando mi sono fidanzato, ho trovato una stabilità. Nel mangiare, nel riposare e quello è stato il mio punto di forza. Questa è la chiave che ha cambiato la mia carriera. L’anno scorso ero in un trend positivo e sembrava come se non ci fosse niente che potesse ostacolarmi: stavo bene. A 28 anni, devo essere realista. Il mio obiettivo è tornare in Serie A. Mi sono sempre piaciute le squadre inglesi, soprattutto il Chelsea. La Nazionale è il sogno di tutti: il calcio è molto strano. Ciccio (Caputo ndr) è arrivato in A tardi e adesso è uno che può guadagnarsi quella maglia”.

ROMA – “Non si può non parlare di Totti. Anche se con gli anni il tifo lo perdi: rimane sempre l’affetto e la passione per quella squadra. La prima maglietta è stata di Balbo, poi Montella e Totti. Lo scudetto della Roma l’ho festeggiato con degli amici in vacanza”. 

ACQUISTO AL FANTACALCIO – “Non spendete troppo: se dovessi tornare in A con l’Empoli spero di avere più occasioni per giocarmela. Vorrei affermarmi come giocatore nella massima serie”.

FUTURO – “Mi mancano 8 esami, in quanto sto studiando a Scienze Motorie. Ovviamente telematica, un percorso per me, per cultura personale. Adesso come adesso, non vorrei rimanere nel calcio”.

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