Ancelotti tuona: “Per me il calcio ora conta zero. Basta c****** e leggerezze, l’Everton…”

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Intervistato da La Gazzetta dello Sport, l’allenatore dell’Everton, Carlo Ancelotti, si è soffermato sulla difficile situazione che ha messo in ginocchio tutto il mondo, queste le sue dichiarazioni a La Rosea (come annunciato nel nostro LIVE di giornata):

“In queste ore per me il calcio conta zero e mi dà quasi fastidio parlarne, di fronte alla tragedia alla quale stiamo assistendo. Ci troviamo a fare i conti con una pandemia, una situazione che nessuno di noi aveva mai vissuto fino ad oggi.

Everton in quarantena? Non è proprio così. Non siamo in isolamento, ma sono scattate le misure di prevenzione del caso di fronte alla situazione sanitaria di un calciatore. Il giocatore ora sta meglio, la febbre è calata e questa è la cosa più importante”.

Ancelotti Coronavirus: l’intervista a La Gazzetta dello Sport

“Il bollettino dei morti dell’Italia è terribile. Il conto dei morti in Italia è terribile. Ogni sera leggiamo un bollettino di guerra. In un giorno sono scomparse altre duecentocinquanta persone. La priorità è concentrarsi su questa lotta, tutto il resto non conta.

Chi può sapere che cosa accadrà. Noi, in teoria, dovremmo rimetterci al lavoro il 22 marzo, ma se la situazione generale dovesse peggiorare, come si può pensare alla ripresa del lavoro? Non conteranno le esigenze del calcio, ma la salute delle persone.

Se ancora il Coronavirus sarà in piena esplosione, il calcio non potrà ripartire. Come si concluderà la Premier? Con estrema sincerità, l’argomento non mi interessa. Il calcio, di fronte alla vita e alla salute, va messo da parte”.

Rapporto con gli allenatori: “Con Klopp ci scambiamo messaggi qualche volta, c’è stima reciproca. Poi c’è Mourinho: José è un personaggio di spessore, uno sincero. È così come lo vedi. Guardiola, con lui si scambiamo impressioni di calcio.

Massimiliano Allegri, un uomo concreto e corretto. Tra noi c’è sintonia perché sappiamo quali siano le difficoltà del mestiere e la solitudine in cui ti trovi quando devi compiere scelte particolari, o vivi momenti difficili”.

Un’ultima chiosa, con un messaggio agli italiani: “L’Italia è stata costretta a capire che, in questo momento, basta con le cazzate e con le leggerezze. Bisogna rispettare le direttive e ascoltare chi ha la competenza per emanare delle regole. Ci sono ordini ben precisi e vanno eseguiti. Bisogna rispettare se stessi, gli altri e le persone che sono al fronte in questa guerra. Provo profondo rispetto e ammirazione per medici, infermieri, volontari”.

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