13 maggio 2012, Del Piero saluta la Juventus: i 5 addii più emozionanti del secolo in Serie A

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Dirsi addio non è mai semplice, nella vita come nel calcio. Quando dedichi la vita ad un amore o ad una passione nel momento in cui devi lasciare tutto e andare “avanti” le emozioni sono contrastanti e amplificate.

Sei triste, ma felice se sai che a chi hai dato tutto te stesso te lo riconosce e ti abbraccia salutandoti come un fratello.

Nel calcio le emozioni sono amplificate da un amore che va oltre a quello per la maglia che un Campione indossa: le emozioni sono forti per tutti perché alcuni Uomini, prima ancora che Calciatori, hanno dato qualcosa a chi ama questo sport.

Moravia scrisse, per i funerali di Pasolini, che quando un poeta muore è un dramma per tutti.

Con le dovute misure (e licenze poetich)e lo è anche quando un calciatore che ha fatto la storia di questo Sport smette: lascia il prato verde per mettersi in panchina ad allenare i campioni del domani oppure si mette dietro ad una scrivania per commentare i suoi ex colleghi o a dirigere società.

Il calcio è poesia e passione, trasmette valori attraverso le dichiarazioni nel post partita e nell’atteggiamento in campo dei suoi protagonisti.

Alessandro Del Piero era uno di quelli, l’abbraccio dello Juventus Stadium (quella casa che è stata sua per così poco, ma è comunque riuscito ad apporci anche lì il suo timbro) e il pianto di migliaia di tifosi che attorno a lui e a casa si disperavano per il suo addio non ha lasciato indifferente nessuno, juventini e non solo.

Addii indimenticabili, in questo secolo, ce ne sono stati tanti e tutti ci hanno segnato.

Come dimenticare l’abbraccio di San Siro a Roby Baggio, nel giorno del suo addio, o quello dell’Olimpico di Roma a Francesco Totti.

Un addio sofferto forse più dei due precedenti per lui e per la sua gente per la quale è stato un’icona senza tempo e che resterà immortale. Come loro indimenticabile quello a Javier Zanetti, storico capitano dell’Inter amato e ammirato da tutti per eleganza e compostezza, in campo e fuori.

San Siro ha pianto tante volte, da lì in fondo sono passati alcuni dei più grandi campioni del calcio mondiale, ma a volte non ha saputo stringersi attorno alle proprie icone come accadde per l’addio di Paolo Maldini.

Gli addii nel calcio, come nella vita sono insopportabili, ma indimenticabili e questo è il potere di questo Sport meraviglioso che divide in campo, ma unisce quando a dire addio sono i Campioni quelli Veri, in campo e fuori.

Gli addii sofferti nel calcio: da Del Piero a Baggio, quante lacrime!

28 maggio 2017 – Francesco Totti

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L’addio di Francesco Totti contro il Genoa probabilmente è stato l’ultimo, in ordine di tempo tra i più emozionanti.

Una città intera, prima ancora che uno stadio, in lacrime. Una storia d’amore interrotta bruscamente e che ancora oggi l’ex capitano giallorosso sottolinea come avrebbe voluto finisse diversamente. Ma quel giorno all’Olimpico furono “brividi”.

10 maggio 2014 – Javier Zanetti (Inter)

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Inter-Lazio 4-1. Fu questo il risultato finale della partita dell’addio al calcio e a San Siro di Javier Zanetti: probabilmente nessuno lo ricorda, quel giorno fu un’emozione unica anche se contrastante.

Dai fischi per Mazzarri ai cori e le lacrime per Zanetti, un giorno indimenticabile per tutto il calcio italiano.

13 maggio 2012 – Alessandro Del Piero (Juventus)

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Otto anni fa, oggi. Un momento da brividi per tutti i tifosi della Juventus e non solo. Del Piero è Del Piero. Lo stesso Alex ricordò quel giorno così qualche anno dopo: “Nessuno mi aveva detto che non avrei più giocato nella Juve, ma lo avevo capito.

Vedo il tabellone con il mio numero e mi chiedo: “Ma davvero devo salutare? Davvero esco per l’ultima volta dal mio stadio?” Mi inchino verso le quattro tribune, saluto i miei familiari nel palco ed esco.

Avrei voluto soffermarmi di più, ma per senso di responsabilità e dovere mi sono detto “Ale, vai in panchina e basta”… Però poi è successo che i tifosi mi hanno trascinato letteralmente in campo.

Ho fatto dei giri, mi avranno lanciato cento sciarpe. Ogni tanto mi fermavo per godermi il momento. Vedevo la gente piangere, mi son venuti i brividi. È stata una festa straordinaria perché completamente spontanea..”

13 maggio 2012 – Gattuso, Seedorf, Inzaghi, Zambrotta e Van Bommel (Milan)

13 maggio 2012, nel giorno di Alex il calcio italiano pianse due volte: salutavano per l’ultima volta San Siro Filippo Inzaghi, Alessandro Nesta, Clarence Seedorf, Gianluca Zambrotta, Gennaro Gattuso e Van Bommel, insieme a loro anche un pezzo di Milan.

Un addio bagnato dai gol proprio di chi l’anno successivo non avrebbe più vestito la maglia rossonera.

16 maggio 2004 – Roberto Baggio (Brescia)

Il 16 Maggio 2004 giocava l’ultima partita della sua carriera, Roberto Baggio. Uno dei giocatori più forti della storia del calcio italiano. Il suo addio lasciò un vuoto, che ancora oggi avvertiamo.

Come cantava Cesare Cremonini, da quando Baggio non gioca più non è più domenica.

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