Icardi-Inter: aria di crisi vera…




Il rapporto tra la Curva Nord e Icardi non è mai stato idilliaco.

Sul talento del calciatore non si discute ma sull’uomo qualche dubbio lo fa sollevare a più di un tifoso nerazzurro.

In questi giorni, l’attaccante argentino ha pubblicato la sua autobiografia dove racconta semplicemente la sua vita: l’infanzia, la storia con Wanda, il rapporto con Mancini e aneddoti vari.

Sfogliando il libro, Icardi riprende la gara del campionato scorso contro il Sassuolo persa in malo modo dall’Inter per 3-1.

Nel post partita, ci fu un accesa discussione tra l’argentino e alcuni esponenti della Curva Nord irritati dalla prestazione della compagine nerazzurra.

La punta, in particolar modo, parla del gesto compiuto da un capo ultrà dell’Inter: Icardi aveva regalato la sua maglia ad un bambino.

Il noto esponente della Curva Nord ha visto il tutto, ha sfilato la maglia dalle mani del bambino e gliel’ha gettata indietro.

L’argentino non ci ha visto più e sono volati insulti e minacce.

Per poco, non scoppiava una rissa da saloon.

Queste dichiarazioni non sono piaciute alla Curva Nord che in un comunicato hanno definito il loro capitano un “pagliaccio” e che non merita di indossare la fascia.

Poche ore fa, su Instagram, Icardi ha fatto mea culpa chiedendo scusa ai tifosi per averli dipinti come degli animali.

 

Cara Curva Nord, sono sorpreso e dispiaciuto. Sorpreso perché relativamente all’episodio di Reggio Emilia ho semplicemente riferito di come, complice l’adrenalina post-partita ed il cattivo momento che stava attraversando la squadra, “a caldo” ho perso la testa. Volevo semplicemente rendere l’atmosfera di quell’episodio. Tanto è vero che nel libro ho aggiunto che avevo sputato fuori frasi esagerate (ed il verbo sputare già rende l’idea di quanto inopportuna fosse stata la mia reazione). Riguardo al discorso degli assassini dall’Argentina, siccome da più parti mi continuavano a ripetere che mi sarei ritrovato degli esagitati sotto casa (nota bene: non la Curva Nord, degli esagitati) ho pronunciato quella frase: ma nella biografia ho anche detto “avevo usato parole minacciose contro la tifoseria e non avrei dovuto farlo”. Sono dispiaciuto. Dispiaciuto per questo polverone che si è creato, Ho semplicemente raccontato un episodio seguendo i miei ricordi. Oltretutto se uno avesse un minimo di sale in zucca non rischierebbe di offendere la propria curva, strategicamente se fossi stato in mala fede avrei usato parole accattivanti nei vostri confronti. Non l’ho fatto perché nessuno voleva offendere o mancare di rispetto a nessuno. La fascia da capitano rappresenta la realizzazione dei miei sogni di bambino, la gioia che ho donato prima di tutto alla mia famiglia e poi a me stesso. Siete Voi che io cerco ogni domenica appena faccio gol, è il Vostro abbraccio che io cerco per primo. perché io amo l’Inter. Fra pochissimo scendero’ in campo quindi non posso più dilungarmi. Spero che avrete compreso quanto importanti siete per me e quanta stima e quanto Amore nutra per Voi anche se deciderete di fischiarmi. Vi chiedo solo una cosa da Capitano: state vicini all’Inter come avete sempre fatto, io e i miei compagni abbiamo bisogno di Voi. Con affetto Mauro 🔵⚫️🔵⚫️

Una foto pubblicata da Mauro Icardi (@mauroicardi) in data:

 



Ha ammesso di aver perso la brocca nel dopo gara contro il Sassuolo ma aveva decisamente esagerato.

Conclude dicendo di restare vicini all’Inter e che lui e i calciatori hanno bisogno del loro sostegno.

Un bel passo falso per Icardi che pregiudica ancora di più il rapporto con la tifoseria nerazzurra.

In un momento dove l’Inter ha bisogno di uomini in campo e fuori, raccontare queste scaramucce non giova per niente all’ambiente.